DA FARE
Sulla neve delle Tre Cime di Lavaredo pensando alla pace
La linea del fronte austro-italiano passava su queste creste. L’itinerario lungo circa 12 chilometri sopra Misurina
Il Monte Piana è oggi un paradiso della natura dove, durante la Prima Guerra Mondiale, i soldati italiani combatterono eroicamente tra le trincee costruite a difesa del fronte. Anche per questo, la ciaspolata sulla montagna situata sopra Misurina, in provincia di Belluno, vive emozioni diverse. Da una parte quella di essere immersi in uno scenario da favola, col panorama che spazia su alcune delle vette più belle delle Alpi. Dall’altra il gelo di questi luoghi, permette di riflettere sul valore della pace, ripercorrendo le sofferenze della guerra e del freddo patite dai soldati della Prima Guerra Mondiale.
Entrando nel dettaglio della ciaspolata, al Monte Piana si arriva attraverso un itinerario lungo circa 12 chilometri per un dislivello pari a 600 metri, che affronta un percorso protetto dalle valanghe, a meno che il bollettino valanghe (da consultare ogni giorno prima di un’escursione sulla neve) non lo sconsigli. Si suggerisce di partire dal Lago di Antorno (1.866 m), da dove si prende subito la strada che porta alle Tre Cime di Lavaredo e, dopo 200 metri si gira a sinistra, entrando in uno splendido bosco di abeti. Seguendo la traccia per circa mezz’ora, si sbuca sulla mulattiera che sale da Misurina, utilizzata d’inverno anche dalle motoslitte che raggiungono il Monte Piana. La strada è ampia, battuta e, ogni tanto si aprono dei bellissimi scorci su montagne “mito” della zona: i Cadini, il Cristallo, le Tre Cime. Dopo circa due ore si giunge al Rifugio Bosi (2.205 m), che ospita al suo interno un piccolo museo dedicato al Maggiore Bosi (si consiglia di informarsi sull’eventuale apertura invernale). Alle spalle del rifugio si stende l’altopiano del Monte Piana, segnato dagli eventi bellici, dove le trincee disegnano un museo a cielo aperto sulla storia.
Seguendo qualche traccia disegnata da precedenti escursionisti, si può rimanere sulla sinistra dell’altopiano, stando attenti a rimanere lontani dai “cornicioni” di neve che strapiombano a valle. In un continuo saliscendi sull’altopiano imbiancato, se si è fortunati, si può incontrare qualche animale che popola la montagna: come la pernice bianca, un uccello alpino grande come un piccione. D’inverno la livrea è totalmente bianca, con l’eccezione delle penne esterne della coda nera, mentre d’estate si colora di grigio o bruno. Il Monte Piana è ricco delle tracce di pernici e non è raro sentire il loro verso rauco, con maschio e femmina che si “chiamano” a vicenda. Sulla neve si possono notare anche tracce di lepri le quali, però, sono decisamente più timide e complicate da vedere e, oltretutto sul Monte Piana, ricco di trincee e buchi, trovano terreno fertile per nascondersi al meglio.
Giungendo alla croce di vetta del Monte Piana (2.324 m), si vive un senso di pace, con un contraltare di emozioni rispetto a ciò che accadde in questi luoghi nel primo decennio del Novecento. La linea del fronte austro-italiano passava infatti proprio sulle creste delle montagne che circondano la valle. Trincee, camminamenti e reperti sono ancora visibili d’estate, in particolare proprio sul Monte Piana, dove tra il 1915 e il 1917 hanno perso la vita 14.000 soldati. Percorrere questi sentieri significa entrare nella storia, ripercorrere fatti del passato e lasciarsi emozionare e sentire forte il rapporto tra uomo e natura vissuto dai soldati nelle trincee. La sommità del Monte Piana, inoltre, offre uno stupendo punto panoramico: il versante nord-ovest delle Tre Cime, i Cadini, il Lago di Misurina con il Sorapìss alle sue spalle, la Val Popèna e il Cristallo, la Croda Rossa d’Ampezzo, il Picco di Vallandro, il Monte Rudo e i gruppi dei Rondòni e dei Baranci. Volendo, se le condizioni lo permettono, si può proseguire fino al Monte Piano, oppure rientrare al Rifugio Bosi dalla strada battuta delle motoslitte, per un giro che, percorso con calma, necessita di circa 6 ore, ampie pause comprese.
Come accennato sopra, c’è un’alternativa per raggiungere il Monte Piana: il servizio di motoslitta che parte da Misurina, con ritorno in slittino, lungo lo stesso percorso. Un’esperienza completamente diversa, ma sicuramente divertente e avventurosa, soprattutto per le famiglie e i gruppi di amici.
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