ESTORSIONE
Tampona, minaccia, pretende soldi: arrestato per estorsione
Incidente nel Luinese: il responsabile perseguita l’altro automobilista nei giorni successivi. I carabinieri lo bloccano dopo che ha ricevuto denaro dalla vittima
Tampona con la propria auto un altro automobilista. Ma non ne vuole sapere di riconoscere il torto. Anzi, inizia a minacciare e danneggia ulteriormente la vettura tamponata sferrando un calcio. Gli strascichi dei giorni successivi sono una vera e propria persecuzione: minacce gravissime, richieste di denaro. La vittima, esasperata, decide di pagare ma prima si rivolge ai carabinieri. Che pongono fini all’incubo dello sfortunato automobilista, un 53enne, arrestando l’estorsore. E’ accaduto tutto nei giorni scorsi a Luino. Ad arrestare il trentenne per estorsione, in flagranza di reato, i carabinieri di Laveno Mombello.
La ricostruzione
La vicenda è iniziata nella seconda metà di febbraio quando il 53enne, alla guida del proprio veicolo, è stato tamponato posteriormente dall’autovettura condotta dal trentenne. Sin da subito, il più giovane, che aveva causato il sinistro, tra l’altro di lieve entità, aveva avuto un atteggiamento sicuramente molto poco collaborativo che, in un crescendo di arroganza e supponenza, era scaturito in vera e propria violenza verbale.
L’intervento della madre
Nella circostanza, era anche dovuta intervenire la madre del 30enne conduttore, proprietaria del veicolo, la quale, a fatica, era riuscita a contenere l’alterigia aggressiva del figlio, vedendosi costretta a farlo allontanare dal luogo teatro dei fatti per riuscire a compilare la constatazione amichevole. Ma a compilazione degli atti conclusa, il giovane era ritornato sul luogo dell’incidente, iniziando a minacciare pesantemente di morte e altre gravissime conseguenze il 53enne, doppiamente parte offesa per il danno patito e per la condotta particolarmente aggressiva subita in quel momento. Nell’andare via, il trentenne aveva arrecato anche un ulteriore danno al veicolo della controparte, colpendo con un calcio la carrozzeria del veicolo in allontanamento.
La persecuzione
Da quel momento in poi la vittima, i cui recapiti telefonici e di indirizzo erano noti dal modello di constatazione amichevole, è stata oggetto di reiterate minacce telefoniche e tramite messaggistica volte a ottenere somme di denaro assolutamente non dovute e minimamente proporzionali al danno, se anche le ragioni del sinistro fossero state a parti invertite. A seguito dei continui dinieghi a voler pagare, il 30enne, che era partito da una richiesta di 10 mila euro, era sceso, nel corso delle continue minacce estorsive, fino a 1.000 euro.
Il pagamento e l’arresto
La vittima, intimorita per sé e la propria famiglia continuamente fatta oggetto di pesantissime minacce, anche simboliche, ha così accettato di pagare pur di chiudere la vicenda. Ma prima, provato e impaurito, il 53enne si è recato alla Stazione Carabinieri di Laveno Mombello, dove ha trovato conforto e, finalmente, una via di uscita da quella situazione. I militari, dopo aver raccolto ogni elemento probatoriamente utile a ricostruire la lunga vicenda, nascosti alla vista delle parti, hanno così atteso all’appuntamento il giovane estorsore che è stato bloccato e ammanettato proprio mentre si allontanava con il denaro appena ricevuto, successivamente riconsegnato al legittimo possessore. L’arrestato è stato portato in carcere a Varese.
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