LA SENTENZA
Travolto e ucciso a Cervia. L’investitore patteggia
Roberto Curletto di Saltrio fu falciato sulla pedonale dall’auto condotta da un 74enne. La condanna: un anno e due mesi (pena sospesa) e tre anni senza patente
Un anno e due mesi di reclusione, con pena sospesa e tre anni di sospensione della patente. Sono questi i principali elementi della sentenza di patteggiamento con cui si è conclusa la fase penale della vicenda giudiziaria legata alla morte di Roberto Curletto. Il 76enne di Saltrio spirò il 12 novembre 2024 a seguito di un incidente avvenuto l’8 novembre prima a Cervia.
L’uomo era in vacanza e stava percorrendo la ciclopedonale di via Oriani, quando, improvvisamente, un’auto guidata da un 74enne residente in provincia di Forlì, invase il percorso posto sulla destra della strada, investendo in pieno l’uomo e sfiorandone la moglie. A seguito dell’emorragia celebrale post traumatica, Curletto morì quattro giorni dopo all’ospedale Bufalini di Cesena.
L’ACCORDO COL PM
In seguito all’accaduto, si è aperto un procedimento giudiziario per omicidio stradale al Ttribunale di Ravenna, che è giunto nei giorni scorsi al patteggiamento validato dal giudice Federica Lipovscek.
Si ricorda che l’omicidio stradale è una fattispecie di reato introdotta nel 2016, per cui si applicano pene da 2 a 7 anni, aumentate fino a 12 anni nel caso fossero accertate aggravanti.
In questo caso, invece, si è giunti a un accordo tra pm e imputato di un anno e due mesi di reclusione, con pena sospesa. Sono state infatti riconosciute «le attenuanti generiche - si legge nel dispositivo - stante l’atteggiamento collaborativo e l’avvenuto, seppure parziale, risarcimento del danno da parte della compagnia di assicurazione dell’imputato». Anche per questo «la pena concordata risulta congrua al disvalore penale dei fatti, idonea a garantire una prospettiva rieducativa e preventiva». Come pena accessoria, si è aggiunta la sospensione della patente per tre anni, «nella misura massima, giustificata dalla gravità dell’evento, l’età del conducente, le perfette condizioni di visibilità e l’orario del sinistro (le 16.40 circa)».
Inoltre, il giudice ha ritenuto «non condivisibile la tesi difensiva secondo la quale il conducente avrebbe avuto un colpo di sonno, atteso che manchi in atti la prova di qualsiasi elemento dal quale dedurre una tale circostanza, valutazione confortata anche dall’orario in cui si verificò l’investimento, nonché dall’esatta descrizione dei momenti antecedenti allo stesso da parte del conducente».
L’ULTIMO GESTO D’AMORE
Questo il verdetto. Resta però il dolore per una morte che ha stroncato la vita a un uomo di 76 anni ancora in piena forma, visto che, solo un anno prima, aveva concluso a Madeira la 62esima maratona della sua vita. Una tragedia che ha colpito profondamente una famiglia, lasciata da un ultimo gesto d’amore. Prima di essere investito, infatti, Roberto Curletto, riuscì a spingere via la moglie Attilia che fu solo sfiorata dall’auto.
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