TRASPORTI
Treni Nord stracolmi, A8 paralizzata: viaggiare è un incubo
Lavori, interruzione tra Gallarate e Rho, meno bus di quelli annunciati: l’inferno dei pendolari
Su rotaia o su asfalto, la morale non cambia: chi deve spostarsi per lavoro verso Milano vive una sorta di incubo, con cadenze ormai quotidiane. I pendolari continuano a lottare contro criticità e disagi. La chiusura per lavori del tratto ferroviario tra Gallarate e Rho, con tutte le limitazioni che ne conseguono, e le problematiche legate ai pullman sostitutivi, hanno portato chi viaggia a riversarsi sui treni delle Nord. Che si sono riempiti all’inverosimile questa mattina, martedì 9 giugno. Quindi, vagoni stracolmi «come carri di bastiame», l’amarissimo commento di molti viaggiatori. Alternativa per andare verso Milano? L’autostrada. Ma lungo l’A8 non va meglio. Anche questa mattina una coda unica avvicinandosi al capoluogo lombardo: traffico praticamente paralizzato da Busto Arsizio a Milano. Un inferno, una prova di pazienza e di nervi che arriva al limite e, anzi, forse va oltre. Spostarsi verso la città del Duomo, ormai, è un inferno quasi costante nelle ore nevralgiche della giornata.
Nei giorni scorsi
Trentuno corse non effettuate: 17 in direzione Rho e 14, all’opposto, dirette dalla città della fiera verso Gallarate. È partita così la settimana dei pendolari alla prova dei lavori di potenziamento della linea ferroviaria che fino al 13 del mese non faranno circolare i treni tra le due città. Al posto dei vagoni erano previsti gli autobus sostitutivi per coprire le fermate intermedie che restano scoperte dall’alternativa su ferro, ma domenica sera all’ora dell’aperitivo è arrivata da Trenord la comunicazione che trentuno corse spalmate sull’intero arco della giornata ieri non sarebbero state eseguite. E il comitato pendolari del nodo di Gallarate - in una nota - ha parlato di «disservizi inaccettabili» che vanno «sommandosi ai disagi fisiologici dovuti alle chiusure della linea».
Appello alla Regione
Manuel Carati, che fa da portavoce dei viaggiatori al tavolo regionale dedicato al trasporto pubblico locale, al termine della prima giornata di sospensione della circolazione dei treni sulla tratta Rho-Gallarate ha inoltrato alla Regione la richiesta urgente di correttivi. «Ci rivolgiamo a voi nella ferma speranza di un tempestivo intervento da parte dell’Assessorato nei confronti dei soggetti gestori (Rfi e Trenord), al fine di rettificare immediatamente le criticità del piano di mobilità e limitare i disagi per le settimane a venire», recita la lettera fatta partire all’indirizzo degli organismi regionali preposti. A spingere Carati a muoversi è stata la lista di corse dei bus soppresse per la giornata di ieri ma anche la situazione registrata da chi s’è messo in viaggio domenica.
Poche informazioni
«Oltre alle numerose segnalazioni dei nostri iscritti relative a fermate saltate su entrambe le direttrici, registriamo una preoccupante e diffusa mancanza di conoscenza dei percorsi e delle fermate sostitutive da parte dei conducenti dei bus», ha fatto notare il pendolare. A pesare, inoltre, la concentrazione di «ben 12 corse sostitutive» soppresse ieri «per la sola fascia pomeridiana».
Disagi raddoppiati
I disagi patiti da chi di solito si serve delle stazioni tra Rho e Gallarate si sommano in queste settimane a quelli che gravano sui viaggiatori della Gallarate-Varese: lungo la linea verso la città giardino e verso Porto Ceresio sono in corso lavori per consentire i quali la circolazione resterà sospesa fino al 5 luglio. Per alleggerire la situazione, Trenord ha già consigliato ai viaggiatori che non hanno bisogno di utilizzare le stazioni intermedie tra Rho e Gallarate di sfruttare durante questa settimana la linea RE51 Milano Centrale-Saronno-Malpensa-Gallarate. Fino al 13 giugno, inoltre, la linea prolungherà il viaggio fino ad Arona e Domodossola: in questo modo le corse provenienti da Milano Centrale via Malpensa, dopo una sosta di una dozzina di minuti a Gallarate, proseguiranno il viaggio fino ad Arona o Domodossola e viceversa, senza che i viaggiatori debbano scendere e cambiare convoglio.
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