L'UDIENZA
Uva, tocca a Biggiogero
L'amico dell'artigiano morto deporrà da teste. E giura il perito che trascriverà la telefonata tra Lucia e la superteste Russo
L’udienza di lunedì 14 luglio non si concluderà con alcuna sentenza, ma sarà comunque utile per consentire al giudice di arrivare a prendere una decisione. Del resto, è stato proprio il gup Stefano Sala a chiedere queste due integrazioni istruttorie. In gioco c’è il rinvio a giudizio o il proscioglimento di un carabiniere e di sei poliziotti che nel giugno del 2008 ebbero a che fare con Giuseppe Uva, morto all’ospedale di Circolo dopo che era stato trattenuto nella caserma dell’Arma di via Saffi a causa di un piccolo atto vandalico.
Ebbene, nell’udienza di due settimane fa il giudice ha stabilito che sono necessarie due integrazioni istruttorie: l’interrogatorio in aula - a porte chiuse - del testimone del caso, l’amico di Uva, Alberto Biggiogero, presente con lui quella notte di sei anni fa, e la trascrizione di una telefonata tra la sorella di Giuseppe, Lucia Uva, e la presunta testimone dell’ospedale Assunta Russo, dato che la registrazione va resa «intellegibile al decidente e alle parti - si legge nell’ordinanza confezionata dal gup Sala -, cristallizzandone al contempo il contenuto soggetto a possibile corruzione».
L’interrogatorio di Biggiogero sarà effettuato dunque proprio oggi e nella stessa udienza ci sarà anche il giuramento e il conferimento dell’incarico al perito che dovrà trascrivere la registrazione della conversazione telefonica.
Se il giudice delle udienze preliminari concederà al perito una decina di giorni di lavoro, il destino di carabinieri e poliziotti potrà quindi decidersi prima della pausa estiva. Altrimenti l’udienza preliminare sul caso Uva potrà riprendere solo nel prossimo autunno.
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