IL TEMPO CHE FA
Varese: 35 gradi e canicola 3
Temperature da estate bollente. Allarme per i ghiacciai lombardi: «Contrazioni gravissime»
Siete pronti ai 35 gradi e alla prima allerta per disagio da calore? Da oggi, mercoledì 17 giugno, entreranno in campo questi due fattori legati al clima. La temperatura massima potrebbe infatti arrivare al picco di 36 gradi venerdì e l’indice humidex, misurato da Arpa Lombardia in relazione appunto al grande caldo, segnala da oggi anche in provincia di Varese un moderato disagio (forte da domani, giovedì, in diverse province lombarde). Con l’allerta humidex i soliti consigli: evitare attività fisica nelle ore calde, bere molto, proteggere anziani e bambini. Grande caldo tutta la settimana con eventuali temporali (forti e improvvisi) come quello di martedì sera, 16 giugno.
CANICOLA GRADO 3
A mettere in guardia dal grande caldo è anche il Meteo svizzero che indica «canicola grado 3». Possibili conseguenze: «Marcato rischio di disturbi circolatori e di malessere fisico». Le raccomandazioni: bere molto (almeno 1,5 litro al giorno di acqua), evitare gli sforzi fisici durate le ore più calde, fare uso di abbigliamento adeguato, con copricapo e ricorrendo se il caso a occhiali da sole e creme solari.
GIUGNO DA RECORD
È scoppiata dunque l’estate, quella vera, tosta, afosa. E il mese di giugno di quest’anno promette, se andrà avanti così, di essere tra i più caldi della storia meteorologica di Varese: lo scorso anno, giugno risultò il secondo più bollente dell’ultimo mezzo secolo con 16 giorni sopra i 30 gradi. Adesso, a metà mese, la sequenza è già elevata.
La temperature record nel mese di giugno a Varese risale al giorno 27 (giugno) del 2019: 36.8 gradi. Andando avanti così...
DEFICIT DI ACQUA
Da Arpa (Agenzia regionale protezione ambiente) l’allarme anche per l’acqua. «La stagione invernale trascorsa si chiude con un bilancio drammatico per le montagne lombarde: le scarse nevicate e l’insolito rialzo delle temperature climatiche hanno ridotto drasticamente lo Snow Water Equivalent (Swe), ossia la presenza di acqua nel manto nevoso». Dai dati del centro regionale (Arpa) neve e valanghe di Bormio, risulta che «la disponibilità idrica in quota per la stagione estiva subisce contrazioni gravissime, con anomalie comprese tra il -30% e il -60% rispetto al decennio scorso».
«L’emergenza - prosegue la nota di Arpa - riguarda anche le riserve profonde e più resistenti. I controlli ad alta quota, eseguiti tra la fine di maggio e l’inizio di giugno sui principali ghiacciai lombardi, hanno evidenziato un calo del 39% rispetto alla media negli ultimi dieci anni».
GLI ESPERTI
«Tutta la stagione nivologica è stata caratterizzata da uno scarso innevamento, a tutte le quote. L’analisi dei dati raccolti conferma che i quantitativi di acqua immagazzinata nel manto nevoso sono complessivamente risultati inferiori alla media storica. Questo è visibile sia dalle misure ricavate dalle stazioni meteorologiche, sia dai rilievi manuali effettuati alle quote più elevate, sui ghiacciai alpini»: così Tommaso Porro, nivologo del
Centro Regionale Neve e Valanghe di Arpa Lombardia.
NEVE FRAGILE
A preoccupare non è solamente la quantità, ma anche la consistenza del manto nevoso. Il freddo intenso registrato a inizio anno ha innescato processi di metamorfismo costruttivo, generando cristalli grandi ma scarsamente coesi. Il risultato è stato un manto nevoso granuloso, poco compatto e caratterizzato da densità molto basse, che ha ridotto la capacità naturale della neve di trattenere l’acqua.
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