LA POSIZIONE
L’ippodromo e l’impasse: «Da qui non ci muoviamo»
Gli allenatori spiegano le loro ragioni: «Impensabile traslocare i cavalli»
Contestato il diniego di rinnovo dei contratti attualmente in essere, in scadenza il 31 maggio 2027 ma con opzione fino al 2033, gli allenatori di stanza a Varese non hanno intenzione di prendere in considerazione eventuali alternative al di fuori del territorio comunale. Nella comunicazione inviata dal locatore, immediatamente impugnata dagli affittuari, viene richiesta l’immediata cessazione dell’accordo fra le parti a causa di gravi inadempimenti. Per contro, i legali dei conduttori evidenziano, però, come le eventuali condotte contestate risultino da tempo note e tollerate dalla proprietà, a sua volta diffidata dal richiedere il rilascio dell’immobile e dal porre in essere iniziative lesive del pacifico godimento del bene.
«Impensabile traslocare»
Marco Gonnelli è lapidario sul tema: «Impensabile traslocare i cavalli con la stagione di corse in partenza il prossimo 10 giugno: senza gli attori non è possibile fare teatro. L’ippodromo è un bene d’interesse pubblico ma senza l’apporto delle Scuderie Olona è impensabile la riuscita delle riunioni». Sulla stessa lunghezza d’onda le parole di Valentina Oglialoro, che segnala, inoltre, l’interruzione della fornitura di gas nel complesso: «Gli stanziali hanno sempre garantito lo svolgimento delle giornate di corse, anche in momenti di particolare difficoltà. Il danno economico che scaturirebbe dalla dismissione delle Scuderie Olona sarebbe enorme».
In attesa del Comune
La rappresentate dei trainer prealpini chiede a gran voce una presa di posizione di Palazzo Estense: «Nonostante sul lotto fosse già stata concessa l’edificabilità dalla precedente giunta, l’attuale non può dimenticarsi della funzione dell’area, essenziale per le sorti di un’attività assegnata a nuovo gestore con il fermo vincolo di rilanciarne le sorti. Presentate e discusse in Comune queste criticità, siamo in urgente attesa di un intervento concreto a riguardo. Il nostro intento è quello di salvare i cavalli e, di conseguenza, la realtà ippica cittadina».
Sopravvivenza a rischio
L’attuale stato di salute del comparto, in costante declino ormai da diverse stagioni, ha, inoltre, comportato il ridimensionamento della qualità media di purosangue e corse, come sottolinea Bruno Grizzetti: «Gran parte dei purosangue attualmente in allenamento a Varese ha un valore tecnico non sufficiente per un ricollocamento in un’altra realtà nazionale. Un trasferimento ne metterebbe, dunque, a repentaglio la sopravvivenza, con contraccolpo notevole per i tanti proprietari varesini». Il trainer di Viggiù non nasconde il suo disappunto su quanto sta accadendo: «Siamo giunti al punto in cui rischiamo di essere cacciati da scuderie per il cui mantenimento e gestione il Ministero competente ha elargito, nel corso degli anni, contributi milionari. Per quale motivo, dunque, la Varesina ha l’esigenza di vendere l’area? Nel frattempo, il centro di Castelverde, più volte propostoci come alternativa, è già tornato al precedente proprietario».
Tutela dei cavalli
Piuttosto preoccupato anche il consigliere comunale Salvatore Gordano (FDI): «È volontà dell’amministrazione proseguire con l’attività ippica? La questione è di interesse amministrativo e pubblico e, di conseguenza, è necessario discuterne in Commissione. Inoltre, i cavalli, di cui il sindaco è tutore del benessere sul territorio, sono da considerarsi un patrimonio della città».
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