L’APPELLO
Mamma sotto sfratto: «Pronta a incatenarmi»
Una donna con tre figli lancia la richiesta di aiuto
«Sono pronta a incatenarmi davanti a Palazzo Estense». A questo potrebbe arrivare Valentina, mamma di tre figli di 8, 15 e 16 anni, a seguito dell’esecutività dello sfratto che arriverà venerdì 17 settembre, quando dovrà lasciare l’appartamento di Masnago in cui vive da quattro anni con la famiglia.
«Da due anni siamo sotto sfratto, con il Covid la pratica si è fermata, ma adesso è arrivato il fatidico giorno in cui dovremo lasciare la casa - racconta Valentina, 37 anni -. Il problema è che non sappiamo dove andare, finiremo sulla strada». Le giornate stanno trascorrendo nella disperazione, con l’incognita del futuro. «Abbiamo già messo tutto negli scatoloni, viviamo accampati - continua la donna -. Di notte non riusciamo a dormire per la preoccupazione».
La situazione familiare è complicata. Valentina è in attesa di un intervento chirurgico e, di conseguenza, non può lavorare nel settore delle pulizie come ha fatto nel passato. Il compagno, carpentiere di 47 anni, aveva un lavoro in Svizzera, che ha recentemente perso. I figli sono seguiti per metà dai servizi sociali di Varese. «Come mai per la nostra famiglia non c’è una casa a canone di affitto calmierato? - si domanda Valentina -. Sembra che le abitazioni per le famiglie italiane in difficoltà non siano mai disponibili».
Lo scorso anno la famiglia di Valentina ha fatto richiesta di un alloggio Aler, ma non è riuscita a ottenerlo. La domanda è stata ripetuta, ma il periodo di presentazione delle domande chiuderà il 30 settembre e la graduatoria provvisoria non sarà pubblicata prima di ottobre.
Grazie ai fondi stanziati dalla Regione, il Comune ha a disposizione per la famiglia di Valentina la somma necessaria per pagare tre anni di affitto di un’abitazione sul libero mercato. Non è semplice, però, trovare un proprietario disposto a dare in affitto il proprio appartamento a una famiglia che assicura sì il pagamento dell’affitto per tre anni, ma che ha anche delle fragilità importanti con cui fare i conti. La ricerca dell’abitazione è in corso, cosa in cui sono impegnati anche i servizi sociali del Comune.
«Il passo successivo - conclude - saranno le catene».
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