IL CASO
Varese, San Fermo: «La domenica siamo blindati in casa»
Protesta per il campo di via Sette Termini utilizzato per tornei di softball. Il vetro rotto, la lettera di una residente e la presa di posizione della Lega
Con l’arrivo della bella stagione si riaccendono le polemiche nel quartiere di San Fermo. Al centro della protesta dei residenti c’è il campo di via Sette Termini, utilizzato ogni domenica per tornei di softball che, secondo il vicinato, si protraggono per l’intera giornata trasformando il giorno festivo in un incubo di rumori e tensioni.
Le criticità non sono nuove: già la scorsa estate la zona era stata teatro di accese proteste per la musica ad alto volume, il consumo di alcolici e continui schiamazzi dalla mattina alla sera, episodi che in passato avevano richiesto anche l’intervento delle forze dell'ordine. Ma l’ultimo fine settimana ha fatto registrare un salto di qualità sul fronte del pericolo, esasperando gli animi dei cittadini. A far traboccare il vaso è stato un incidente avvenuto nella giornata di ieri, quando una palla da softball ha colpito e pesantemente danneggiato il parabrezza dell’automobile di una residente. L'episodio ha sollevato forti timori per l'incolumità pubblica. «Si tratta di un fatto grave che fortunatamente ha causato solo danni materiali, ma che avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori», scrive la proprietaria del veicolo in una lettera di formale protesta inviata al Comune di Varese. «Mia figlia gioca spesso nei pressi di quell’area: il pensiero che avrebbe potuto essere colpita da una palla lanciata ad alta velocità è sinceramente inquietante. Com’è possibile autorizzare uno sport simile a pochi metri dai condomini senza barriere efficaci?».
Secondo quanto riferito dagli abitanti della zona, non si tratterebbe del primo caso di danneggiamento.
LEGA ALL’ATTACCO
L’affondo della Lega col segretario cittadino Marco Bordonaro: «Nessun razzismo, colpa del Comune». Bordonaro ha raccolto le segnalazioni e ha già investito del problema l’assessore allo Sport, Stefano Malerba, senza tuttavia ottenere riscontri concreti. «Il campo 11 nasce come struttura per il calcio, dove una partita dura novanta minuti, non dodici ore», attacca Bordonaro. «Non è un’area feste. Questa situazione costringe i residenti, tra cui molti anziani, a tenere le finestre sbarrate in estate, negando il diritto al riposo».
Il segretario cittadino respinge inoltre con fermezza le accuse di intolleranza sollevate in passato: «Macché razzismo. La responsabilità non è dei giocatori, ma dell’amministrazione comunale che consente la pratica di questo sport in un impianto palesemente inadatto, senza individuare un’alternativa e senza tutelare la sicurezza dei cittadini. Così si creano solo tensioni inutili».
UN QUARTIERE CHE CHIEDE RISPETTO
Il caso di via Sette Termini diventa per l’opposizione l'emblema di una più generale disattenzione verso la periferia. Bordonaro elenca le criticità storiche del rione: dal degrado in cui versa il Centro Grilli ai rischi per la scuola Quattro Novembre, fino alla contestata realizzazione della palestra di roccia e dei campi da padel, calati dall’alto «nonostante la forte contrarietà del quartiere». La battaglia sul softball, in ogni caso, è destinata a spostarsi a Palazzo Estense. Il gruppo della Lega ha infatti annunciato il deposito a breve di un’interrogazione in Consiglio comunale per pretendere risposte immediate e verifiche sulla conformità dell'impianto. «Se questo non dovesse bastare – conclude il segretario del Carroccio – valuteremo ulteriori iniziative, anche sotto il profilo legale».
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