VITA SPARTANA
L’eremita, i cani, il bosco: fine del sogno
Sgomberato il “rifugio” a Sant’Ambrogio. Animali sotto sequestro. Castagnetti, 72 anni: «Triste e avvilito»
Stefano Castagnetti viveva fino a ieri nel bosco di via Casluncio, a Varese, incurante della pioggia e del vento. Utilizzava scarpiere come recinzioni, assi come armadi. Tutto sistemato un po’ come capita, come la vita di un uomo di 72 anni compiuti che non ha mai smesso di mettere davanti a tutto la propria libertà. Libertà che fino a ieri mattina era vivere in modo spartano, in un bosco, in simbiosi con i suoi 14 cani adottati dalla strada. Ma i sogni devono fare i conti con le regole e le leggi. E così il sogno di Stefano si è spento ieri intorno alle 10. Quando sono arrivati in via Casluncio la polizia locale, i veterinari di Ats con Martina Zanuso, l’ufficio Tutela Ambientale del Comune, le Guardie Zoofile dell’Oipa, l’accalappiacani di Cittiglio e Impresa Sangalli.
L’ordinanza del Comune
A ordinare lo sgombero è stata un’ordinanza del Comune e sulla base della «non idoneità dell’area ad essere abitata e adibita ad ulteriori funzioni, nonché all’esigenza di garantire la sicurezza e la tutela igienico sanitaria del Castagnetti, dei cani con lui conviventi e della collettività». Lo sgombero – che economicamente sarà a carico di Castagnetti, fondatore della onlus Occhi struggenti - è avvenuto in modo gentile, grazie alla professionalità degli addetti. Tutti si sono spesi moltissimo, usando cura anche per lo spostamento degli animali. Particolare operatività è stata dimostrata da Antonella Perrotta, responsabile della Tutela ambientale del Comune, e dalla vigilessa Mara Bianchi.
In azione l’accalappiacani
Castagnetti seguiva i lavori bevendo caffè e fumando sigarette. A fare la resistenza maggiore sono stati i cani, che per ora sono ancora intestati a lui e che – ad eccezione di due che terrà e di due che sono stati affidati a una volontaria – sono stati trasferiti alla Schiranna, nell’area dell’associazione Angeli a 4 zampe di Barbara Bernasconi. Alcuni cani sono stati condotti nel furgone dell’accalappiacani al guinzaglio, per altri più agitati è stato necessario il bastone da accalappiacani, per i due più ribelli è dovuto intervenire il veterinario Claudio Peccati per sedarli.
I residenti: «Stapperò champagne»
Durante l’operazione, alcuni residenti di Sant’Ambrogio sono passati con i loro suv facendo commenti tipo: «Questa sera stapperò lo champagne». Del resto, sono stati proprio alcuni abitanti del quartiere a segnalare più e più volte al Comune il fastidio provocato dall’abbaiare dei cani.
L’uomo del bosco: «Triste e avvilito»
Stefano Castagnetti, l’uomo del bosco, si dice «triste e avvilito» e non sa dove andrà a vivere: «Per quanto riguarda il destino dei cani – dice - mi sarebbe piaciuto essere coinvolto nella loro destinazione, così non è stato». «Ognuno può vivere come vuole, ma non Stefano, su cui si accaniscono sempre tutti, solo perché è un buono», dicevano i suoi amici, che hanno seguito le operazioni fuori dal cancello. Altri hanno aggiunto: «Stavamo cercando un posto per lui, ma non abbiamo avuto il tempo di trovarlo. Far adottare i suoi cani è difficile, perché sono tutti brutti, grossi, anziani e alcuni anche fobici».
Guardie Zoofile: «Basta tolleranza»
Carlo Tomasini, referente delle Guardie Zoofile, auspica che «dopo tanti anni si metta la parola fine alla tolleranza che le istituzioni hanno sempre dimostrato nei confronti di Stefano, anche per il suo bene, perché un uomo non può vivere in un bosco». Le masserizie accumulate da Castagnetti occupano un volume pari a 3 metri cubi, per un peso di 2 tonnellate. Vi sono tende, materassi, mobili, coperte. L’operazione di sgomberò terminerà lunedì. Nell’ottica della collaborazione, Impresa Sangalli, attraverso il Comune, si è messa a disposizione per trasportare gli affetti personali del settantaduenne in un luogo da lui indicato.
© Riproduzione Riservata


