GUARDIA DI FINANZA
Visite private “in nero”, Asst Valle Olona parte civile
Medico e tecnico rinviati a giudizio. Pazienti in lista d’attesa convinti a prestazioni “alternative”. L’Asst Olona: «Condotte personali estranee ai nostri valori»
Sanità nel mirino di un’inchiesta condotta dai finanzieri del Gruppo di Busto Arsizio: al termine di un’articolata attività investigativa, i militari hanno individuato presunte condotte illecite, a danno dello Stato e della collettività, poste in essere da due dipendenti pubblici - un medico neurologo e un tecnico sanitario - in servizio presso un’importante Azienda Socio Sanitaria Territoriale.
Pagamento “cash”
In particolare, per diversi anni, i due indagati avrebbero contattato i pazienti, regolarmente prenotati tramite il Centro unico di prenotazioni (Cup), comunicando la presunta indisponibilità del medico neurologo nella data e nell’orario stabiliti per la visita in regime di libera professione intramoenia (procedura che consente ai medici di effettuare visite ed esami all’interno delle strutture pubbliche, versando una quota per coprire i costi pubblici). Nel contempo, i due sanitari avrebbero proposto ai pazienti di posticipare l’appuntamento e di eseguire la visita in forma privata, presso gli ospedali della provincia o presso il domicilio del paziente, con pagamento in contanti e senza rilascio di fattura.
Centinaia di casi
Attraverso le perquisizioni condotte dai militari e il contestuale sequestro di agende e smartphone, è stato possibile accertare e comunicare all’Autorità giudiziaria competente che il meccanismo fraudolento attuato dai dipendenti infedeli avrebbe consentito, nell’arco di oltre due anni, centinaia di visite, con conseguente ingente profitto. Nel corso delle indagini è emerso anche che uno degli indagati, in diverse occasioni, avrebbe attestato falsamente la propria presenza in servizio pur non essendo effettivamente sul luogo di lavoro. A tal fine, avrebbe lasciato il proprio badge all’altro indagato, che provvedeva a timbrare in sua vece.
Rinvio a giudizio
Al termine delle attività investigative, il Gup del Tribunale di Busto Arsizio ha disposto, su richiesta della locale Procura della Repubblica, il rinvio a giudizio dei due soggetti per i reati di peculato, truffa aggravata e false attestazioni o certificazioni.
La posizione dell’Asst Valle Olona
Di «bruttissima vicenda» nata da «condotte personali» e «del tutto estranee ai valori e alle procedure organizzative dell’Asst che da sempre opera nel rispetto della trasparenza, della legalità e della tutela dell’interesse pubblico» parla la dirigenza dell’Azienda sociosanitaria della Valle Olona a proposito del rinvio a giudizio di due dipendenti per i fatti che sarebbero risalenti al 2022. I vertici di via Arnaldo da Brescia precisano come l’azienda si sia «subito costitutiva parte civile». Inoltre il tecnico di neurofisiologia coinvolto nelle indagini della Guardia di Finanza – hanno fatto sapere da Busto – «ha rassegnato le proprie dimissioni nel corso del 2024» e «l’azienda ha incassato gli importi relativi al reato di peculato». In una nota l’Asst ha espresso «assoluto rispetto per il lavoro svolto dagli inquirenti ai quali abbiamo garantito fin da subito la massima collaborazione nel corso delle attività investigative su fatti risalenti al 2022».
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