L’INDAGINE
«Clericò è sano di mente»
Delitto della promoter: depositata la perizia psichiatrica
Vito Clericò è capace di intendere e di volere. Lo era all’epoca dei fatti, quando cioè uccise e decapitò la promoter castellanzese Marilena Rosa Re, e lo è adesso, quindi può partecipare coscientemente al processo.
Marilena per lui non era niente di più «di uno dei tanti conigli che ha sempre ammazzato».
Lo ha stabilito Giacomo Mongodi, perito nominato dal gup di Milano Alessandra Simion che decenni fa si occupò del serial killer genovese Donato Bilancia.
L’8 novembre gli avvocati Daniela D’Emilio e Franco Rovetto e il pubblico ministero Rosaria Stagnaro si ritroveranno in aula per discutere gli esisti dell’elaborato peritale.
A parere di Mongodi, le numerose e fantasiose versioni fornite da Clericò sul delitto (risalente al 30 luglio 2017), sarebbero addirittura sintomo di un disegno criminale premeditato. Nessuna follia, bensì tentativi di nascondere la verità dietro narrazioni fuorvianti. E l’ammissione dei fatti sarebbe arrivata solo una volta saputo che contro di lui c’erano le telecamere di videosorveglianza e le macchie di sangue sui pantaloni.
Non solo. A parere del perito Clericò si sarebbe nascosto dietro ai «Non ricordo» e alle amnesie per fingere una patologia correlata all’epilessia di cui davvero soffre.
Va ricordato che a giugno l’ex magazziniere sessantasettenne chiese all’avvocato D’Emilio l’intervento di un esorcista per combattere le voci che si affollano nella sua testa. Influenze demoniache lo avrebbero quindi guidato nell’omicidio dell’amica Marilena. Ma anche questa giustificazione sarebbe indice di una piena coscienza dei fatti.
Clericò, inoltre, nell’arco di oltre un anno di indagini serrate è stato in grado di mantenere un comportamento e un atteggiamento privo di sintomi di stress o di disagio, sia con i carabinieri, sia con suo figlio e con i parenti della donna. Né ha mai manifestato pentimento o dispiacere.
Dunque, è la conclusione di Mongodi, l’imputato non può rifugiarsi dietro le patologie psichiatriche.
Resta nel frattempo aperta la posizione della moglie di Clericò, Alba De Rosa: per ora è indagata per favoreggiamento nella distruzione e nell’occultamento del cadavere della promoter. Gli avvocati D’Emilio e Rovetto attendono gli esiti dei sopralluoghi del Ris nella villetta di Garbagnate dove viveva la coppia.
Gli inquirenti puntano a capire se Marilena Rosa Re, che come è noto vantava un credito nei confronti dei due coniugi, sia stata uccisa in quella abitazione e quale ruolo abbia avuto Alba nel feroce omicidio.
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