Dov'è finito Igor?

Per conoscere da vicino il fantasma Igor-Ezechiele-Norbert bisogna andare lungo i suoi canaloni. Tra Budrio e Molinella, nelle campagne del Ferrarese. Da oltre un decennio vive di rapine. Incontrando la gente di queste zone agricole, dimenticate dal Signore, si può comprendere perché da settimane un migliaio di militari non riesce a scoprire la sua via di fuga.
E’un assassino e romanzarne il suo passato è un rischio, quello di descriverlo come un Robin Hood, ma per se stesso e i suoi complici. Questo serbo, invece, ha ucciso due, forse tre persone. Dunque bisogna ripeterlo a scanso di equivoci: non ruba per vivere, ma uccide per il bottino. Qui, a Molinella, come a Budrio e ad Argenta, lo conoscono bene. Quando arrivo in questi paesi avvolti in un solo grande campo verde costeggiati da quei canaloni di acqua marrone,  incontro un pensionato di Argenta, vittima di Igor nel novembre 2010. Su una gamba porta ancora i segni dei colpi d’accetta ricevuti quando, rientrando dalla spesa, ha trovato in casa il bandito serbo. “Furbo, intelligente. Pensi che per fare tacere il mio cane se lo è preso in braccio e portato in casa. Così ha smesso di abbaiare”.
Ascolti la vittima di Igor e capisci lo spessore di questo bandito, oggi un duplice omicida. Il pensionato parla senza serbare rancore, anche questo ti stupisce, e senza fare la domanda che si fanno tutti, ti dà già la risposta: “Per me è nascosto in qualche cascina dei suoi amici. Qui lo temono tutti, adesso ha bisogno lui dei suoi complici”.
Realtà o fantasia lo sapremo nei prossimi giorni. Che sia un leader te lo ripetono anche nei bar. Quelli che non hanno il coraggio di parlare hanno più che una giustificazione.
Igor visto e sentito da vicino comincia il suo banditismo senza pistole e fucili. Usciva dai boschi con una balestra e ti entrava in casa o ti fermava per strada. Gli è sempre piaciuto vivere nella penombra, ecco perché la notte era il terrore di questa gente. Due i soprannomi che lo descrivono alla perfezione: Rambo e Il Lince, proprio il felino solitario che predilige la foresta e i torrenti paludosi per nascondersi e poi azzannare la preda. Non è fantascienza dunque credere in quello che ti racconta la gente di questi paesi. Igor è capace di nutrirsi di animali e di bacche, dormire in un giaciglio tra le piante di queste sperdute terre, aride e umide rispetto alle stagioni.
E’qui o non è più qui? Uno dei poliziotti più noti d’Italia, che ha cresciuto centinaia di cronisti (quando ancora si faceva questo mestiere sul campo), il prefetto Achille Serra ci ha regalato un’ipotesi, figlia di anni e anni di indagini sul marciapiede. Da Milano a Palermo, da Firenze a Roma. “Igor è in fuga con un grande vantaggio di tempo. Dopo avere ucciso la guardia volontaria a Molinella, la prima pattuglia è arrivata nelle campagne dopo mezz’ora. Per rendersi conto dell’accaduto e organizzare la grande caccia all’uomo ci sono volute almeno altre due ore”. Quindi quasi tre ore di vantaggio, un tempo che ti permette di espatriare in un paese dell’est che conosce bene o raggiungere Genova e da lì passare la frontiera di Ventimiglia.
Dopo il primo arresto della sua vita, come si può leggere su uno dei suoi diversi profili social, ha trascorso da latitante la bella vita in Spagna, vita da gigolò. Dunque un uomo sopra la media, un assassino che va oltre una storia di provincia.
E’ferito, a Molinella ha perso sangue. Ecco perché forse qualcuno lo sta aiutando.

Alessandro Casarin 18/apr/2017 00:40:53