Frosinone contro Milano

Nell’apparente calma della vigilia ferragostana anche la Regione Lombardia sembra aver spento i motori. Non tutti, però. Quanto meno in alcuni settori che l’esecutivo di Roberto Maroni considera prioritari e attorno ai quali ha investito molto più di semplici risorse finanziarie.

Basti pensare alle aspettative sull’Agenzia europea del farmaco (Ema): Milano è candidata per ottenerne la futura sede, in uscita da Londra a causa della Brexit. La decisione finale è attesa per novembre; la partita è durissima: sono in gara una ventina di altre città europee. Nel frattempo Palazzo Lombardia gioca molte delle sue carte sul tema dell’innovazione e della ricerca scientifica.

Human Technopole nel sito di Expo 2015 e La Città della Salute a Sesto San Giovanni sono i progetti di maggiore consistenza e portata internazionale. A cui si affianca ora il nascente Foro regionale della ricerca e innovazione. Si tratta di un ente che avrà il compito di stimolare il confronto pubblico sull’importanza degli sviluppi tecnico-scientifici.

Sarà composto da dieci personalità scelte tra i migliori professionisti, appunto nel settore dell’innovazione. Precisa l’assessore regionale all’Università Luca Del Gobbo: “Puntiamo ad esperti altamente qualificati nell’ambito delle discipline scientifiche, sociali e umanistiche”. I prescelti riceveranno un compenso annuo di 30mila euro.

“Poco per convincere scienziati e professionisti ai massimi livelli a venire o tornare in Italia e in Lombardia” sottolinea Fabio Pizzul, consigliere del Partito democratico, che avverte come il provvedimento, economicamente al ribasso, rischi di non avere gambe per camminare già al suo nascere. Sbocco? Per Pizzul, inevitabile spreco di risorse e energie.

Risorse e energie che la Regione ha profuso e profonde copiosamente a favore dell’Agenzia del farmaco, lavorando in sinergia con il governo e con l’amministrazione civica milanese.
La concorrenza è però molto forte. E la scelta avverrà anche sulla base di considerazioni geopolitiche e non solo strutturali, di praticità e funzionalità della sede e della città prescelta.

La Regione, come si sa, ha messo a disposizione il Pirellone, grattacielo di grande valore architettonico e, secondo la prestigiosa rivista medica The Lancet, tra gli edifici migliori possibili. Endorsement che forse non farà la differenza tra i funzionari (e i politici) dell’Unione europea chiamati a decidere, ma di sicuro peso ed effetto. Come finirà?

Germania e Francia pare facciano cartello a favore di Bratislava, città che però non ha i requisiti richiesti. Si sa, però, come vanno certe cose. Ma sarebbe come se il governo Gentiloni avesse preferito Frosinone a Milano. La città laziale si è davvero proposta per avere Ema, in polemica con la dormiente Roma. Una provocazione, insomma. Anche se Merkel e Macron non hanno alcuna intenzione di provocare l’Italia e Milano. Caso mai di penalizzarle.

Vincenzo Coronetti 10/ago/2017 10:02:35