IL CASO
Verbano, terza soglia di magra
Non si arresta il calo delle acque: ogni giorno meno due centimetri. Stop ai mezzi pesanti sui traghetti: e le previsioni non fanno sperare in inversioni di tendenza
Superata domenica 4, verso mezzogiorno, anche la terza soglia di magra del lago Maggiore: un fatto abbastanza insolito visto che nei periodi di secca in genere ci si ferma alla seconda. Ora invece si è raggiunta la quota di meno 21,5 sotto lo zero idrometrico e il livello del Verbano non si arresta continuando nella sua discesa alla velocità di circa 2 centimetri al giorno. E da lunedì 5, con la ripresa del pieno lavoro, la Navigazione lago Maggiore ha dovuto ridurre ulteriormente i carichi d’imbarco che scendono alla soglia minima dei 100 quintali, vale a dire che non si potranno imbarcare né camion né pullman.
La soglia minima del secolo è stata raggiunta fra il dicembre e il gennaio del 2001, quando il lago sfiorò per alcuni giorni i 50 centimetri sotto lo zero idrometrico e molti scali minori furono chiusi all’attracco dei battelli. Altri scali maggiori, come Luino, videro il prolungamento delle passerelle per la salita e la discesa dei passeggeri: in questi casi gli aliscafi che hanno un maggiore pescaggio agli approdi restano nei cantieri di Arona. Diverso il discorso per i traghetti che riducono il peso agli imbarchi, non per i bassi fondali agli approdi di Intra e Laveno, ma per la forte inclinazione che si viene a creare fra la stazione di approdo e il pontile di imbarco sui traghetti, inclinazione che rischia di far strisciare sui pontili gli assali dei mezzi pesanti. Altre difficoltà sono legate all’affiorare di zone di secca e di scogli nei pressi delle isole Borromeo e dei Castelli di Cannero.
Fra l’altro non si prevedono precipitazioni, fatto che con le riserve idriche ridotte al lumicino sui ghiacciai del Rosa e del Sempione, non fa certamente ben sperare per i prossimi giorni.
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