MONTECITORIO
A Bianchi il seggio di Bossi
L’ex sindaco di Morazzone è il primo dei non eletti. In corso valutazioni politiche
Sarà Matteo Luigi Bianchi a subentrare alla Camera nel seggio lasciato da Umberto Bossi. Questo perché primo dei non eletti. Per Bianchi sarebbe un ritorno a Roma, a Montecitorio. L’ex sindaco di Morazzone, 46 anni, è stato in corsa per la poltrona di primo cittadino a Varese. Bianchi, candidato nel collegio plurinominale Lombardia 2, è stato deputato nella scorsa legislatura. «Senza Umberto Bossi e la sua Lega - ha scritto su Facebook Bianchi in un lungo ricordo del leader leghista - la mia storia sarebbe stata diversa. Diversa come sarebbe diversa la vita senza quella famiglia con cui cresci, con cui litighi, con cui ti appassioni e con cui costruisci qualcosa che resta». Bossi, ha aggiunto, «era il nostro condottiero». «Nella mia cameretta c'è sempre stata una sua foto, con il sigaro in bocca». «Ho iniziato a 19 anni. Ho lavorato tanto, con passione, con dedizione. Fino a diventare Sindaco, spinto da un’unica motivazione: fare il bene della mia terra. Era questo l'insegnamento più grande di Bossi: radicamento, responsabilità, appartenenza. Poi arrivò la malattia. La paura, vera, di perdere troppo presto il nostro leader. E poi quella voce che tornò, a Radio Padania. Eravamo lì, ad ascoltarlo, in silenzio. E ci commuovevamo sentendo la voce di un leone ferito, ma ancora vivo, ancora pronto a combattere. Sono arrivati anche i momenti difficili. Le cadute, i cambiamenti, le evoluzioni. E dentro tutto questo, per me, anche il peso oggi di essere il primo dei non eletti». «Perché - conclude - la verità è semplice: nessuno di noi potrà mai essere all’altezza di subentrare a Bossi. Nessuno può davvero essere degno per raccoglierne l’eredità; forse, dovremmo avere il coraggio di lasciare quel vuoto, custodito esclusivamente dalla sua memoria. Perché Bossi non è stato solo un leader politico. È stato il capo. Colui che ha dato tutto sé stesso per un’idea. Per un popolo. Il popolo del Nord. Grazie Umberto».
Bianchi non presenta incompatibilità che impediscano l’ingresso alla Camera. Resta semmai un tema di opportunità, legato al suo ruolo in alcuni progetti, un problema più politico che giuridico. C’è dunque cautela.
Nelle ultime ore, secondo fonti interne, un contatto con Giancarlo Giorgetti ci sarebbe stato. Nulla di ufficiale, ma il segnale di attenzione ai livelli più alti. Subito dopo Bianchi, nella lista, compare Manuela Maffioli, assessore a Busto Arsizio.
Al momento tutto lascia comunque pensare che sarà Bianchi a prendere il posto di Bossi.
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