LA SENTENZA
Abusò dell’allieva, condannato insegnante di pianoforte
Vittima una 14enne molestata a scuola di musica
Un pianoforte a coda in mezzo a un’aula, il maestro seduto sulla panca, con le alunne attorno a sé. Un’atmosfera austera e rigorosa, un insegnante irreprensibile, stimato, le studentesse concentrate, attente, appassionate. Nella scuola di musica il clima è stato questo per anni, fino ad aprile 2022, quando accadde l’imponderabile: l’insegnante abusò di una delle ragazzine che quel giorno, per pura casualità, si trovò da sola con lui.
Resa dei conti
Lo raccontò lei, prima all’amica, poi ai genitori e infine ai carabinieri che avviarono gli accertamenti necessari a chiarire la vicenda. La vittima ribadì tutto anche in incidente probatorio e il cinquantunenne finì a processo. Ieri è stato condannato a nove anni di reclusione, tre di più di quanti richiesti dal pubblico ministero Martina Melita. Il collegio presieduto dal giudice Giuseppe Fazio (a latere Giulia Troina e Marta Rossi) depositerà le motivazioni tra sessanta giorni, dopodiché l’avvocato Gabriele Vecchioni, nominato d’ufficio a istruttoria inoltrata, preparerà il ricorso in appello. Alle parti civili, rappresentate dall’avvocato Paola Ziglio (sostituito da Sandro Cannalire) è stato riconosciuto un risarcimento di 20mila euro, 15mila all’allora quattordicenne e 2500 euro a ciascuno dei genitori.
Innocenza
L’imputato - interdetto dai pubblici uffici e da incarichi che riguardino i minori - si è sempre dichiarato innocente. Anzi, secondo la sua versione sarebbe stata la ragazzina a buttargli le braccia al collo e lui si sarebbe difeso respingendola in malo modo. Molte le attestazioni di fiducia manifestate in aula da altri studenti e dalla moglie stessa, che ha sempre creduto all’innocenza dell’uomo. Eppure la giovane è stata ritenuta credibile. Stando alla sua ricostruzione, quel sabato pomeriggio l’insegnante le avrebbe fatto poggiare la testa sulle sue gambe, le avrebbe snocciolato una frase poetica e poi le avrebbe infilato le mani sotto la felpa e poi in fondo alla schiena. La studentessa corse via e lungo il tragitto per raggiungere casa raccontò le molestie alla coetanea che avrebbe dovuto seguire la lezione con lei ma che a causa del covid dovette saltarla all’ultimo momento. Con i genitori parlò alla domenica, il padre avvertì subito il preside e già il lunedì il maestro di pianoforte dette le dimissioni. Non perché si sentisse responsabile ma per evitare tensioni in un ambiente considerato modello di educazione e di serietà. La condanna non l’aveva presa in considerazione.
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