L’ANALISI
Addio botteghe storiche, aumentano i servizi alla persona
Il caso di Tradate. Diminuiscono i negozi, ma avanzano parrucchieri, estetisti e anche tatuatori
Il commercio è lo specchio dei cambiamenti nella società: nel regno dei clic e degli acquisti tramite un cellulare, le botteghe continuano a chiudere, strozzate dalla concorrenza mondiale, dagli affitti troppo alti e dalla difficoltà a rientrare dagli investimenti. A Tradate accade un fenomeno curioso: continuano a diminuire i negozi, pur in un quadro complessivo di tenuta. E aumentano i servizi alla persona: cioè vanno molto bene estetiste, parrucchieri, persino tatuatori. L’amore per il corpo e per la bellezza, insomma, è più potente della passione per le compere nel negozietto sotto casa.
I DATI
Complessivamente sul territorio di Tradate sono in attività 444 esercizi commerciali. Contrariamente a quanto si poteva pensare, il saldo è attivo perché rispetto al 2024 le nuove attività sono 15 (in totale alla fine dello scorso anno i negozi aperti erano 429). Sono dati ufficiali raccolti dall’ufficio commercio e resi noti dal vicesindaco Franco Accordino a nome dell’Amministrazione comunale.
LE RICHIESTE
Da tempo i commercianti chiedono più attenzione ai centri storici, parcheggi, sostegno a chi cerca tutti i giorni di alzare la saracinesca. Una battaglia difficile, che si scontra con abitudini diverse, con i grandi centri commerciali e soprattutto con i big online. Ma il cliente, come si dice, ha sempre ragione, e sceglie dove acquistare senza chiedere permesso.
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