LO SCENARIO
Attenzione al ritorno del mullah
Il possibile rientro “indiretto” di Caianiello e la strategia di mettersi al centro per costruire una formazione poi decisiva al ballottaggio
Non c’è solo Vannacci che impensierisce il centrodestra. Il generale fa la sua battaglia, smette la divisa Lega per evidenti ragioni opportunistiche (lo spiegavamo domenica) ma in politica si sa che sono i numeri a fare la differenza. E quelli dei sondaggi cominciano a generare qualche timore dentro l’attuale coalizione di governo. Ma - dicevamo - non c’è solo Vannacci ad agitare il centrodestra. Partendo dall’universo locale, ecco che la partita si fa complicata perché scende in campo - non in modo diretto, non sia mai - un peso massimo come Nino Caianiello, colui che aveva promesso al pm Luigi Furno di stare alla larga dalla politica, ma che non può resistere al “richiamo della foresta”. Va in questa direzione l’appuntamento di sabato a Varese con Lorenzo Cesa, presidente dell’Udc e attuale deputato. Attorno a questo partito si radunerebbero le truppe (quel che resta) di colui che veniva chiamato il mullah, con l’ex forzista ed ex amministratore di Aspem Ciro Calemme pedina decisiva in vista delle elezioni nel capoluogo. Il gioco è semplice, perché già provato (con successo) da altri prima di Caianiello: mettersi al centro per costruire una formazione che diventa decisiva in caso di ballottaggio.
Vi ricordate cosa è accaduto al primo giro del sindaco Davide Galimberti? Beh, potrebbe ripetersi. Ma, in questi casi, meglio non correre troppo perché di tempo alle elezioni del 2027 ne manca parecchio. Di sicuro, però, oltre a Vannacci e al complesso sottobosco civico che si agita, c’è pure quest’altra incognita nel magmatico mondo di centrodestra. La dimostrazione che la politica come la fisica risponde a un principio semplice: dove c’è un vuoto, ecco che viene riempito. Forse è venuto il momento che anche chi guida il centrodestra in provincia se ne renda conto. O no?
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