ROMA
Autori e autrici al Mic, 'serve un confronto urgente su commissioni per i contributi'
(ANSA) - ROMA, 07 APR - "Nell'esaminare le graduatorie
pubblicate dal Mic dei progetti che hanno presentato richiesta
di contributo selettivo per la prima sessione dell'annualità
2026, II Coordinamento delle associazioni di autori e autrici
100autori, Anac, Wgi, Air3, Aidac, Acmf "ha constatato con
sorpresa l'esclusione dal finanziamento di alcuni titoli che
apparivano, per qualità e rilevanza, tra i più meritevoli di
sostegno pubblico" si legge in una nota.
Il Coordinamento
Autori e Autrici "ha più volte sollecitato, prima il Ministro
Sangiuliano e poi il Ministro Giuli, affinché la nomina degli
esperti avvenisse all'insegna della massima competenza e
trasparenza. Oggi, pur riconoscendo la presenza di alcune figure
di alto profilo, riteniamo che tali criteri non siano stati
pienamente rispettati nella composizione complessiva della
commissione". Il Coordinamento torna quindi a chiedere "che la
Direzione Generale Cinema e Audiovisivo risponda alla nostra
richiesta di confronto sulle modalità e criteri che la
commissione si è data per effettuare le valutazioni, e che il
tema del loro funzionamento sia fra quelli al centro del
progetto di riforma del sistema di sostegno pubblico a cinema e
audiovisivo, in quanto essenziale per garantirne credibilità e
efficacia dell'intero sistema di sostegno pubblico al cinema e
all'audiovisivo, e che merita quindi - si spiega - un
chiarimento urgente".
Lungi da "entrare nel merito delle
singole valutazioni, o mettere a confronto i progetti esclusi
con quelli selezionati, riteniamo tuttavia legittimo esprimere
una valutazione su un'opera che, per i ritardi del Mic nello
svolgimento delle procedure, è già stata realizzata e resa
pubblica in numerosi festival, come il documentario Giulio
Regeni - Tutto il male del mondo di Simone Manetti" si
sottolinea. "La quasi totalità della critica ha evidenziato il
forte valore testimoniale del film, riconoscendolo come un'opera
necessaria per mantenere alta l'attenzione sul caso Regeni e
sulle responsabilità ancora irrisolte - si aggiunge -. Numerosi
osservatori ne hanno inoltre sottolineato il coraggio
nell'affrontare un tema tuttora aperto e sensibile per
l'opinione pubblica, attribuendogli una significativa funzione
di memoria pubblica e di denuncia".
Alla luce di queste considerazioni, "la decisione di
escludere l'opera dal finanziamento ci appare difficile da
comprendere e particolarmente penalizzante per il regista e la
produzione - si osserva -. Più in generale, si pone una
questione che riteniamo non più eludibile: quella delle
competenze richieste a chi è chiamato a valutare e assegnare
risorse pubbliche così rilevanti. La lettura e la valutazione di
una sceneggiatura, così come il giudizio su un'opera
documentaristica complessa, richiedono competenze specifiche e
consolidate". (ANSA).
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