IL DECORO URBANO
Azzate, un paese in declino
I commercianti si lamentano: «Più parcheggi e strade pulite»
Sei attività commerciali, tra negozi e ristoranti, che hanno chiuso per sempre le saracinesche ad Azzate negli ultimi mesi del 2018 non sono poche.
Questo dato di fatto ha indotto i commercianti della cittadina, in tutto poco meno di 80, a cercare di tratteggiare il contorno preciso delle problematiche connesse all’attività trainante dell’economia locale e di trovare vie di consolidamento, se non proprio di rinascita, del giro d’affari.
«Noi commercianti non siamo ancora organizzati in maniera istituzionale - afferma Bruno Albini, titolare di un ristorante storico del centro - ma, dopo un’assemblea della fine di giugno, abbiamo deciso di creare un gruppo sotto l’egida di Ascom».
Durante l’incontro estivo, al quale aveva preso parte una trentina di esercenti, erano state portate alla luce diverse questioni da tempo in attesa di soluzione.
Prima fra tutte la necessità di una riqualificazione della via Piave, la provinciale che taglia in mezzo il paese e lungo la quale transitano ogni giorno migliaia di auto che percorrono il tratto Varese-Vergiate.
«Questo è il punto focale - prosegue Albini - La fondamentale arteria stradale, lungo la quale si concentra la maggior parte delle attività commerciali, versa in uno stato deprecabile, tra sporcizia e degrado, così la cura delle nostre vetrine viene sminuita da un contesto non all’altezza.
La clientela è attratta dalla nostra professionalità e non certo da un paese che, nell’insieme, non è pulito né accogliente».
I commercianti, come si legge sul verbale della riunione plenaria, sostengono che la mancanza di un numero adeguato di contenitori per la raccolta dei rifiuti, la carente gestione delle deiezioni canine, la povertà e l’incuria degli spazi verdi, l’illuminazione vetusta e insufficiente non permettono di sfruttare appieno il potenziale della strategica collocazione geografica del paese.
Una riqualificazione decisiva di via Piave dovrebbe comportare anche la razionalizzazione della gestione dei parcheggi, tutti a disco orario e con sosta massima di un’ora.
«Bisognerebbe ripensare all’estetica, ma anche alla vivibilità di quello che è il cuore di Azzate - conclude Albini -, dal punto di vista del commercio, ma anche della fruibilità del luogo da parte dei residenti e dei visitatori».
Anche la via Vittorio Veneto andrebbe proprio trasformata.
«Qui sono concentrati alcuni servizi importanti per la comunità - esordisce il titolare della farmacia Silvio Brioschi - e invece il manto stradale disastroso, i pochi parcheggi e la carente illuminazione determinano una situazione di evidente scomodità e degrado».
Samanta Rovelli, che lavora al bar di via Veneto, dice che «la situazione è peggiorata nell’ultimo anno, anche per la scarsa collaborazione e comunicazione da parte del Comune».
«I parcheggi andrebbero completamente rifatti, aumentandone il numero - è il pensiero di un’altra commerciante, Francesca Gramaglia - A volte le auto sono parcheggiate così vicino alle vetrine che non si riesce a passare».
Infine Claudio Nicora, la cui attività s’affaccia su via Piave, conclude che sarebbe necessario «mettere in atto azioni, anche importanti, per dimostrare che il paese è ancora vivo e non in un lento e inesorabile declino».
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