SERIE A
Le quattro vie di Gandini
Il presidente di Lba e le ipotesi di ripartenza: «Priorità alla regular season»
Umberto Gandini spazia a tutto campo tra presente e futuro della serie A nella conferenza stampa organizzata online in cui ha illustrato i dettagli della situazione analizzata dalle società del massimo campionato di basket nella conference call di mercoledì.
RIPRESA DELL’ATTIVITÀ
«Lavoriamo per completare la stagione in corso, senza alcuna volontà di anticipare le decisioni del Governo, ma con la priorità riservata alla salute dei tesserati e a mettere in sicurezza il movimento. L’obiettivo è ripartire da dove ci siamo fermati dopo 22 giornate, poi ci sono club come Varese che hanno disputato 19 partite ed altre che sono già a quota 22».
LE DATE CHIAVE
«Abbiamo concordato almeno due settimane di allenamenti prima di tornare in campo: se non si potrà tornare in palestra prima del 16 maggio non ci saranno le condizioni per terminare la stagione, questa sarà la data ultima per tornare in attività. L’altra data fondamentale è il 30 giugno: tra la scadenza dei contratti e il caldo nelle palestre non potremo andare oltre quel termine anche per non penalizzare il campionato 2020/21».
LA FORMULA
«Abbiamo studiato tre diverse soluzioni legate alle tempistiche del ritorno in campo. Più tardi si ripartirà e più sarà necessario comprimere i playoff perché l’obiettivo primario è terminare la regular season. Si potrebbe arrivare anche ad una conclusione della regular season senza playoff: in ogni caso il format dovrà avere un suffragio universale. Cambiare le regole per quanto riguarda le retrocessioni non è all’ordine del giorno; la quarta ipotesi, nel caso che governo o Coni dichiarino chiusa la stagione, dovrà essere ratificata dalla Fip. In ogni caso la classifica che farà riferimento sarà quella del girone d’andata, ossia l’ultima nella quale tutte le squadre avevano disputato lo stesso numero di partite».
PORTE APERTE O CHIUSE?
«La decisione spetta alle autorità sanitarie; noi dovremo decidere, una volta che ci arriveranno indicazioni, con che modalità riprendere in un ambiente che sicuramente non sarà ideale. C’è chi vuole riprendere solo a porte aperte e chi è disposto ad iniziare a porte chiuse sperando di riaprirle più avanti, magari con regole diverse sulla capienza».
QUESTIONE STRANIERI
«Cercheremo di adottare soluzioni per mettere le squadre nelle condizioni migliori per poter giocare. Utopistico pensare che gli organici saranno analoghi a quelli del 7 marzo; ci sono società che hanno rescisso consensualmente i contratti, altri che se ne sono andati senza permesso o sono tornati a casa in accordo con i club. Comportamenti diversi che saranno analizzati in modo diverso; se si ripartirà chiederemo una modifica delle regole per ristabilire l’equità competitiva».
GLI AIUTI DEL GOVERNO
«Passeremo al presidente Petrucci le nostre richieste e insieme a lui lavoreremo sui tavoli di decisione. Chiederemo una serie di incentivi a favore di chi già oggi investe sulla pubblicità per il basket tra sgravi fiscali e crediti d’imposta, così come un aiuto per i nostri club privati degli incassi (si stima una perdita complessiva delle 17 società attorno ai 40 milioni di euro, ndr) in uno sport che non vive di diritti TV ma su sponsorizzazioni, ricavi da botteghino e sponsorizzazione».
LA QUESTIONE CONTRATTI
«Non è razionale che i danni di questo stop gravino solo sulle società: dialoghiamo al nostro interno e con Giba ed agenti, su questo tema tutti sono consapevoli che non potranno esserci vincitori e vinti. Auspichiamo che non ci siano problematiche particolari che ci costringano ad intervenire; noi suggeriremo soluzioni ma saranno le società ed i tesserati ad applicarle ad ogni singolo caso».
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