IN TERZA ETÀ
Bere acqua riduce l’invecchiamento fisiologico
Con l’età il rischio di disidratazione aumenta
Bere regolarmente acqua non è solo una buona abitudine, ma anche una vera e propria necessità di salute preventiva, se si vuole mantenere nel tempo il benessere dell’organismo. Con l’avanzare dell’età, il senso della sete tende a ridursi e il rischio di una disidratazione aumenta. Questo squilibrio può compromettere numerose funzioni vitali. Al contrario, un buon livello di idratazione sostiene in modo significativo l’efficienza fisica e mentale: aiuta a mantenere la concentrazione, favorisce il corretto funzionamento dei reni e l’eliminazione delle tossine. L’acqua svolge anche un ruolo chiave nella termoregolazione corporea, facilitando la produzione di energia e il trasporto dei nutrienti. A livello muscolare e cutaneo, una buona idratazione mantiene la necessaria elasticità, riduce il rischio di fragilità ossea e perdita di massa muscolare, sono i primi segnali di un invecchiamento fisiologico. Si raccomanda quindi di assumere almeno 1,5 litri di acqua al giorno, modulando l’apporto in base alle condizioni climatiche, al livello di attività fisica e allo stato di salute. Agli anziani si consiglia di sorseggiarne piccole quantità nel corso della giornata, anche in assenza di sete, e scegliere acque che favoriscono un corretto equilibrio elettrolitico.
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