LUINO
«Bestia che casino! Chiedo scusa a tutti»
Boldi e la fiamma olimpica: le parole del comico nato a Luino scatenano la polemica. «Battuta leggera diventata offensiva»
«Vorrei tornare bambino nella mia Luino, piscinin in slitta sulla neve a Fornasette».
Il giorno dopo il ciclone mediatico – «Bestia, che casino – confida - mi ha chiamato anche il Teo» – Massimo Boldi vorrebbe riavere l’età di Cucciolo, suo personaggio di un film di Neri Parenti. Per lui la fiamma – in Italia chiamarla fiaccola o fuoco rischia di suonare esterofilo – olimpica è spenta. I suoi annunciati seicento metri da tedoforo sono stati cancellati ancora prima di partire per una decisione con modalità quasi da VAR.
Galeotta – o l’opposto, visto che ha provocato un disinnamoramento – una dichiarazione al Fatto Quotidiano, in cui l’attore ha da una parte riconosciuto la sua scarsa inclinazione all’agonismo e alle scienze motorie («Non ho mai mosso un muscolo ma il Comitato Olimpico mi ha chiamato e ho accettato. Non prendo un euro») e dall’altra, si è definito campione di altre discipline. «Ovvero di aperitivi e di f…».
Uscita che gli è costata l’immediata esclusione dalla lista dei convocati. Decisione presa dalla Fondazione Milano Cortina 2026, che l’aveva scelto.
VALORI NON RISPETTATI
«Portare la Fiamma Olimpica – recita il comunicato – rappresenta un privilegio e una responsabilità e richiede che le persone selezionate incarnino e promuovano i valori di rispetto, unità e inclusione».
Lungi dal ricordare la promozione garantita negli anni dai film Vacanze di Natale, Vacanze di Natale 2000, Yuppies – I giovani di successo e la serie tv Un ciclone in famiglia, girati a Cortina d’Ampezzo, Boldi ha replicato semplicemente scusandosi.
«Voleva essere una battuta leggera e ironica ma si è rivelata inopportuna e offensiva nei confronti delle donne e non in linea con i principi di rispetto e di inclusione che ispirano il movimento olimpico».
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