ANAGRAFE
Gli stranieri rimpiazzano i bustesi
I residenti scendono di pochissimo nei primi sei mesi dell’anno, grazie agli immigrati
Busto Arsizio resta anagraficamente stabile, galleggiando appena sotto la linea degli 84mila residenti, un muro sfondato in novembre (perché l’autunno è da tradizione il periodo in cui si verificano più iscrizioni al registro comunale) e ora di nuovo da superare anche perché il lungo lockdown ha bloccato i flussi migratori.
Già, perché se la Manchester d’Italia continua a restare la città più popolosa della provincia (il capoluogo Varese ha circa tremila abitanti in meno) e la sesta a livello regionale (Como, che le sta davanti, ospita duemila persone in più), il motivo è tutto da ricercare nell’arrivo dall’estero di nuovi inquilini.
I NUOVI OSPITI
Il rilevamento di metà 2020, confrontato con le cifre del 30 giugno dell’anno passato, spiega la dinamica in atto in maniera molto chiara. Nel computo dei dodici mesi trascorsi, il totale dei residenti è sceso di 14 unità, ma nello stesso momento la porzione di immigrati si è arricchita di 95 individui. Senza di loro, Busto avrebbe fatto numericamente un passo indietro più evidente, invece così non è stato. Anzi, c’è da scommettere che senza coronavirus l’afflusso da Paesi stranieri sarebbe stato ancor più deciso, come peraltro avviene da parecchio tempo. D’altronde il fenomeno è chiaro: l’attrazione di soggetti dall’area di Milano, grazie a collegamenti efficaci e a prezzi delle case ancora accettabili, è un elemento certificato. Ciò che a Varese e Gallarate è avvenuto in passato, ora sta accadendo qui, dove gli immigrati sono oltre il 10 per cento dei cittadini.
LA DINAMICA DELLE FAMIGLIE
Un aspetto particolarmente interessante offerto dai numeri comunali al giro di boa, consente altri due spunti di riflessione. Il primo riguarda la conformazione dei nuclei familiari. Complessivamente in città sono aumentati di 38 unità, ma quelli stranieri sono invece scesi di 35: la spiegazione è duplice e riguarda il fatto che gli immigrati che arrivano sono soprattutto single ma anche che molti di loro - presenti in Italia da tempo - hanno ottenuto la cittadinanza. L’incremento degli arrivi individuali si evidenzia anche attraverso un altro numero, quello che indica la crescita degli uomini residenti a Busto (+50) a fronte della diminuzione delle presenze femminili (-64).
VIRUS LETALE
Purtroppo, le cifre di questo rilevamento, pagano anche lo scotto della pandemia. Nei primi sei mesi dell’anno, infatti, la forbice fra nati e morti si è fatta ancora più marcata. In pratica i decessi sono stati il doppio dei parti, i quali pure sono aumentati di nove unità. Ma anche qui sono gli stranieri a incidere sulla voce statistica. Infine, nonostante tutto, è rimasto invariato il dato delle nuove convivenze ufficializzate in municipio: sono state 31, appena una in meno di quante ne vennero certificate a metà 2019. Inutile dire che, anche in questo caso, chi ha deciso di andare a vivere sotto lo stesso tetto - in moltissimi - casi proviene da un’altra nazione e ha eletto Busto come nuova dimora.
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