VIABILITA’ E FUTURO
Busto, le auto restano fuori dalla piazza: l’idea di Sabba non trova consensi
La voce dell’assessore allo Sviluppo Economico resta isolata in giunta, ma i nostalgici ci sono
«Tanto vale riaprirla alle auto». «Macché, tornare al passato non ha senso». Piazza Vittorio Emanuele II a Busto Arsizio torna a far discutere. A gettare il sasso nello stagno, suscitando un ampio dibattito sui social e in città, è stato l’assessore allo sviluppo economico Matteo Sabba, che riguardo al futuro della piazza più discussa di Busto ha detto apertamente: «L’unico modo per rilanciarla al 100 per cento è riaprirla al traffico tra via Pozzi e via Montebello». Auto in transito davanti alla biblioteca “Roggia” e a Palazzo Marliani Cicogna? A parere di Sabba, sarebbe il prezzo da pagare per restituire visibilità a uno spazio oggi tristemente deserto (o mal frequentato). «Ma in giunta sono l’unico a pensarla così» ha precisato il delegato al commercio, al quale va se riconosciuto il coraggio di prendere posizioni scomode.
Sabba va da solo
Per ora l’ipotesi di un ritorno al passato è da escludere, tanto che tra i sostenitori dell’attuale pedonalizzazione c’è anche il consigliere delegato alla viabilità Alex Gorletta, anch’egli – come l’assessore Sabba – esponente della Lista Antonelli. D’altronde riaprire (parzialmente) piazza Vittorio Emanuele alla circolazione sarebbe in contrasto con i dettami del Pums che – seppur non ancora approvato – traccia ormai da tempo le linee guida della mobilità cittadina.
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