SOVRAFFOLLAMENTO
Il carcere di Busto scoppia. Ora anche Strasburgo lo sa
Intervento dell’europarlamentare Cecilia Strada che cita i dati di Antigone: 240 posti, 427 persone. La direttrice: «I numeri parlano da soli»
Il sovraffollamento del carcere di Busto Arsizio torna sotto i riflettori dopo l’intervento dell’europarlamentare Cecilia Strada, che la scorsa settimana a Strasburgo ha citato i dati che l’associazione Antigone ha pubblicato lo scorso 30 aprile. «La casa circondariale di Busto Arsizio non è un’eccezione, ma una lente d’ingrandimento sullo stato delle carceri italiane. A fronte di 240 posti regolamentari, oggi sono recluse 427 persone: un sovraffollamento del 178 per cento». Una situazione drammatica in termini umani, sanitari e di sicurezza: «I segni della tensione sono ovunque – ha detto Strada - Nei corridoi ancora segnati da incendi e proteste».
Il report di Antigone
Il dettagliato report si conclude con una inesorabile sentenza senza appello: «Busto Arsizio, oggi è la sintesi dell’indifferenza istituzionale». Una situazione difficile quella ereditata dalla direttrice Elisabetta Palù, entrata in servizio a Busto lo scorso novembre, dopo il trasferimento dal carcere di San Vittore. Palù racconta con franchezza la situazione dei detenuti. «I numeri sono molto eloquenti: c’è sovraffollamento. La casa circondariale si attesta sempre tra i 430, 440 detenuti a fronte di una capienza di 240 unità, sicuramente questo incide sulla gestione dell’istituto». E al sovraffollamento si aggiunge la cronica carenza di personale.
L’articolo completo sulla Prealpina di mercoledì 6 maggio, in edicola e in edizione digitale
© Riproduzione Riservata


