RAFFICA DI ORDINANZE
Busto dichiara guerra all’amianto
Ultimatum del Comune ai privati: via la collina a Sant’Anna
Busto Arsizio dichiara guerra all’amianto. Numerose le ordinanze emesse in questi giorni dall’amministrazione comunale, per chiedere ai proprietari di aree private ancora coperte con materiali che comprendono amianto di intervenire al più presto, e via libera all’iter per smaltire la montagna di terra con residui di amianto creata accanto al sottopasso di Sant’Anna.
Inerti e pneumatici
Scavando per realizzare il tunnel che passerà sotto la linea ferroviaria Rho-Gallarate, un anno fa, alla fine di maggio, disboscando i terreni di proprietà comunale è stato rinvenuto “un diffuso deposito di materiali di varia natura (inerti, materiali ferrosi, eternit, pnenumatici, etc) di provenienza non identificabile”. Non sapendo bene cosa fosse accumulato là sotto, sono stati affidati alla società Idrogea Servizi Srl accertamenti, indagini, campionamenti e analisi di laboratorio, per escludere che il sito fosse da classificare come potenzialmente contaminato, e verificare la presenza di amianto, oltre a definire le classi dei rifiuti rinvenuti.
Campioni e relazione
Idrogea ha raccolto campioni e stilato una relazione indicando la presenza di amianto. D’intesa con Arpa Lombardia, Provincia di Varese e Ats Insubria, il 3 agosto 2020 è stato deciso lo smaltimento, peraltro quantificando la spesa in circa due milioni di euro, almeno così aveva sempre riferito il sindaco Antonelli.
Quella sorta di collina è stata coperta con materiale in grado di non far passare particelle di amianto (anche se la copertura di fatto è stata trapassata da arbusti e rami di piante selvatiche che sono cresciute sotto i teli). E si è atteso l’iter necessario.
Si tratta di circa 3.300 metri cubi di materiale. La decisione su come procedere è stata assunta il 19 gennaio corso, avviando un progetto pilota per lo smaltimento.
Progettazione
Il 21 aprile, l’incarico per la progettazione è stato affidato alla Viger Srl di Como. essendo necessario fare affidamento su persone esperte nella movimentazione e nella gestione di terreno contenente amianto: servono attrezzature particolari per separare la terra dai frammenti di eternit e personale qualificato con tanto di patentino speciale. Poiché il Comune non può fare conto al suo interno su esperti in materia, in maggio ha avviato la procedura di affidamento diretto, contattando due ditte che hanno presentato poi le loro migliori offerte. Compiute le opportune verifiche si è affidato il compito all’impresa milanese Santambrogio Srl per una spesa pari a 72.956 euro.
Intanto, a Sant’Anna proseguono i lavori per completare il tunnel dopo che nelle scorse settimane si era vista la luce completando il tratto sotto la ferrovia.
Vecchie coperture
Ma la lotta all’amianto prosegue serrata. In diversi punti del territorio cittadino si trovano ancora coperture in eternit, nonostante campagne di questo tipo avviate in passato (i costi sono alti e spesso si trovano lastre abbandonate nei boschi). Le ordinanze indicano una scadenza di 60 giorni pena sanzioni amministrative fino a un massimo di 1.500 euro. Si va da Sacconago e altre aree periferiche fino a zone semi centrali.
Il tutto sulla base del protocollo operativo per la gestione di segnalazioni della presenza di amianto elaborato dal Nucleo Amianto regionale e proposto alla Direzione Generale Sanità e all’Arpa Lombardia, trasmesso dagli uffici regionali a tutela dell'ambientie e della salute pubblica.
© Riproduzione Riservata


