IL RISANAMENTO
Busto, la voglia di rinascita del nuovo Conventino
Sotto le impalcature già si vede il futuro: lavori da terminare entro fine anno, occasione di rilancio per il quartiere San Michele
Al di là dei ponteggi si intravede il nuovo Conventino a Busto Arsizio. E se non si può ancora dire che il traguardo sia dietro l’angolo, si cominciano però a notare i primi concreti risultati dell’intervento finanziato dal Pnrr. Entro la fine del 2026 l’opera sarà completata. Sarà il volano per la rinascita di via Matteotti, se non - più in generale - del quartiere San Michele? Lo auspicano un po’ tutti, dall’amministrazione ai commercianti fino ai residenti. Di sicuro si tratta di un’opportunità da valorizzare al massimo: prima che si presentasse la chance dei fondi del Next Generation EU, sistemare il Conventino sembrava un’impresa semplicemente impossibile. O peggio: inutile. Troppo oneroso sarebbe stato per le casse comunali provare a rimettere in piedi un edificio tra i più antichi della città (le parti più vetuste risalgono al XV secolo) ma da anni ridotto a un rudere fatiscente.
Le incompiute e il Pnrr
Come per altre “Incompiute” bustesi, è venuto provvidenzialmente in soccorso il Pnrr, che permetterà di co-finanziare i 6,4 milioni necessari per realizzare il progetto (cifra che dimostra quanto l’immobile fosse malmesso). Il crollo di un muro nel cantiere alla fine di gennaio dell’anno scorso, e le successive diatribe tra Comune e Soprintendenza (poi appianate dell’intervento della Prefettura), hanno causato tre mesi di interruzione dei lavori: uno stop che però non comprometterà – salvo imprevisti – la riqualificazione di Casa Canavesi-Bossi (la denominazione ufficiale del “Conventino”, che a dispetto del nomignolo non ha mai avuto funzioni religiose). Entro la fine del 2026 la ditta novarese Notarimpresa - la stessa che sta intervenendo anche sul recupero dell’ex macello di via Pepe - porterà a compimento la riqualificazione e il risanamento conservativo del Conventino, che dopo il restyling ospiterà residenze sociali e alcuni negozi (già in un lontano passato al piano terra erano presenti delle botteghe). Il fatto che il vecchio rudere torni a vivere, dovrebbe riportare fiducia e voglia di investire in una zona – via Matteotti e dintorni – che oggi si presenta a dir poco depressa. Edifici fatiscenti, illuminazione precaria e un degrado diffuso (emblematiche le pessime condizioni in cui versa il capitello votivo di San Carlo Borromeo) restituiscono un’immagine malinconica di quella che sarebbe dovuta diventare la “piccola Brera” di Busto. Di quel sogno ambizioso è rimasto ben poco, ma la rinascita del Conventino potrebbe davvero imprimere un rinnovato slancio a quest’area di San Michele.
Gli interventi necessari
Certo, altri interventi sarebbero necessari: senza fare troppi voli pindarici, si potrebbe cominciare dalla sistemazione del tratto sterrato che collega il parcheggio smart di via San Michele (al centro del dibattito in questi giorni per la prossima introduzione del ticket) e la stessa via Matteotti. Oggi quel passaggio è ai limiti dell’impraticabilità, e viene utilizzato sistematicamente dai soliti incivili per abbandonare i rifiuti. Anche un piccolo intervento può migliorare il colpo d’occhio, incentivando i privati a investire su un’area del centro dal notevole potenziale per troppi anni inespresso. Il “nuovo” Conventino – ripreso per i capelli quando sembrava destinato a una brutta fine – può diventare il simbolo di un rinnovato interesse per il cuore di San Michele.
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