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Futuro Pro Patria: approcci stranieri e italiani
Patrizia Testa: «Call e contatti, avrò degli incontri a breve. Priorità a chi vuole davvero bene alla Pro»
Approcci. Accenni di trattativa. Ma nessuna in dirittura d’arrivo, per ora. Il futuro della Pro Patria ruota attorno alla destinazione che avrà il 51% delle quote della presidentessa dimissionaria Patrizia Testa. Il 49% è del manager bustocco Luca Bassi e del gruppo Finnat, il resto deve trovare un nuovo padrone. Qual è la situazione? La stessa Patrizia Testa fa il punto sulle trattative per la cessione delle sue quote. E in buona sostanza ribadisce che al momento non ci sono situazioni in dirittura d’arrivo.
La call e i contatti
«Dieci giorni fa ho avuto una call con un gruppo di cui fanno parte alcune persone straniere - le sue parole -. Ho avuto una richiesta di incontro che penso si concretizzerà nel breve. Si è fatto avanti direttamente con la sottoscritta, poi, un gruppo italiano, dicendosi intenzionato a rilevare il mio 51%. Anche in questo caso dovrò incontrarmi. La priorità l’avrà chi vuole davvero il bene della Pro Patria. Ma non mi farò prendere in giro. A livello economico, metterò la mia parte per finire la stagione, mantenendo ciò che ho detto. Ciò, tuttavia, non significa che metterò tutto: le scelte di spesa in aumento fatte per questo campionato non sono state mie, quindi è giusto che chi le ha avallate si prenda le responsabilità di coprirle finanziariamente».
Gli ultimi mesi
Poi Patrizia Testa torna a sottolineare quanto successo negli ultimi mesi: «Io dovevo essere solo un supporto nella stagione appena conclusa, l’accordo era che il dottor Bassi si sarebbe attivato nel brevissimo per “girare” le mie quote, senza che ci rimettessi soldi personali. Le dimissioni che ho presentato hanno dato un’accelerata a una situazione che si era arenata anche per i risultati della squadra».
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