LA RICOSTRUZIONE
Chi era Sindou Diomande, il 39enne morto cadendo dal treno
Padre di un ragazzo, era originario della Costa d’Avorio ma viveva a Vedano Olona e lavorava a Daverio. Si sarebbe aggrappato al convoglio per non perdere l’ultima corsa della giornata
Si chiamava Sindou Diomande, il 39enne originario della Costa d’Avorio - ma di nazionalità italiana e residente a Vedano Olona - che nella notte fra venerdì 31 gennaio e sabato 1° febbraio ha perso la vita sulla ferrovia Milano-Torino travolto da un treno.
RESIDENTE A VEDANO, LAVORAVA A DAVERIO
Diomande - papà di un ragazzo - risiedeva nella provincia di Varese, a Vedano Olona, e lavorava in un’azienda di Daverio, la Merlett Continental, specializzata nella produzione di tubi flessibili.
LA RICOSTRUZIONE DELL’INCIDENTE
Secondo quanto è trapelato, il 39enne era arrivato alla stazione di Santhià probabilmente in ritardo e, biglietto in tasca, per non perdere l’ultimo treno della giornata che si stava già mettendo in movimento, si sarebbe aggrappato alla parte posteriore della locomotiva o forse di una carrozza passeggeri. Una manovra che gli è risultata fatale. Nessuno ha notato la sua presenza. Dopo circa otto chilometri, si è consumato il dramma. Superata la fermata di Tronzano, al confine fra il territorio di Borgo d’Ale e Bianzè, il macchinista avrebbe notato una spia accesa sul pannello di controllo della cabina di guida. Era quella che segnalava la mancata chiusura della porta di una delle carrozze. Proprio in quei frangenti Diomande avrebbe perso l’equilibrio cadendo rovinosamente vicino ai binari. È morto praticamente sul colpo. Il corpo del varesino è stato notato dal personale in servizio sul convoglio che nel frattempo aveva interrotto la sua marcia per consentire la risoluzione del problema. È stato immediatamente allertato il 118, ma l’equipe medica non ha potuto far altro che constatare il decesso. Le indagini sono condotte dagli agenti della polizia ferroviaria di Novara e dai loro colleghi della Scientifica della Questura di Vercelli.
L’articolo completo sulla Prealpina di lunedì 10 febbraio, in edicola e disponibile anche in edizione digitale.
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