L’INCONTRO
Claudio e Sabrina, lo scatto dell’Amore
Da una storia struggente nasce un progetto di solidarietà
Claudio conobbe Sabrina attraverso alcune sue fotografie. Erano gli Anni Ottanta, nel periodo romantico della fotografia, quando c’erano le pellicole.
Un fotografo della Valceresio, amico dei genitori di Sabrina, portava alla Tricolor di Saltrio i suoi rullini da sviluppare.
Fra le tante “modelle” ritratte, notò Sabrina: per Claudio era davvero bellissima. Claudio, contitolare dello studio fotografico, s’innamorò del suo sorriso.
Lei, però, aveva 15 anni, lui 24. Passarono gli anni, Sabrina crebbe e iniziò a portare personalmente i suoi rullini da stampare.
Inquadrature di destino
Da quel momento, s’iniziò un lungo e bellissimo percorso durante il quale, nonostante la profonda amicizia, la fiducia e il feeling tra i due, non maturarono mai le condizioni per dichiararsi. Nonostante ciò, il loro rapporto di stima e affetto crebbe, giorno dopo giorno. Poi Sabrina si sposò e desiderò fortemente che Claudio fosse il fotografo del suo matrimonio. Dopo qualche anno lei si separò e, da lì, iniziò la loro storia d’amore. Bella, ricca, piena. Dopo 18 anni assieme, Sabrina e Claudio si sposarono ma, poco dopo, lei fu colpita da una malattia incurabile e, pochi mesi dopo, se ne andò, a soli 56 anni. Questa storia d’amore, ora, è stata raccontata da Claudio Pettenuzzo in un libro che s’intitola “Ti aspetterò dove tramonta il sole”, una frase che disse Sabrina durante una delle loro passeggiate lungo la spiaggia di Boa Vista, a Capo Verde. Un libro che nasce da quel luogo fragile e potentissimo, in cui l’amore ha già dato tutto e, proprio per questo, non smette di esistere. Claudio racconta senza addolcire il dolore, scegliendo la via più nuda e onesta: attraversa i sentimenti fino al loro nucleo più vero, restituendoli così come sono stati, intensi e contraddittori, capaci di ferire e di illuminare allo stesso tempo.
Con delicatezza e rispetto, dà voce anche ai silenzi, alle parole non dette, ai gesti che hanno costruito un mondo e a quelli che, senza volerlo, lo hanno incrinato. Questo, insomma, è un libro per chi ha amato davvero, per chi ha creduto in un «per sempre» come atto di fede, per chi ha conosciuto l’assenza e sa che alcune storie non si chiudono, ma restano, diventando cicatrici che insegnano e presenze silenziose che non se ne vanno mai.
Il senso di due vite
La storia, che sta già avendo riscontri commoventi in molti lettori, attraversa le fasi di un amore puro, tra la spensieratezza di un giovane che si innamorò di un sorriso, il sorriso di Sabrina, e il dolore dell’ultimo periodo: «Quando fu diagnosticata la malattia - racconta l’autore - il giorno dopo andammo assieme al Caf per capire se potessi andare in pensione. Così fu e, dal giorno dopo, mi dedicai completamente a Sabrina. Furono mesi duri ma carichi d’amore. Raccolsi le sue confessioni e le indicazioni di cosa avrei dovuto fare dopo la sua scomparsa. Un sentimento talmente grande da dover essere ricordato, per sempre, in un libro».
Parte del ricavato del libro andrà all’associazione i Bambini di Manina del Madagascar e a “Le 0048”, le quali saranno presenti alla presentazione del libro in programma sabato 14 marzo, alle 17, nella sede dell’Associazione nazionale Carabinieri di via Romagnosi 9, a Varese.
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