LA CONDANNA
Maltrattamenti al nido, due anni alla maestra
Spinte e schiaffi ai bambini: la titolare dell’asilo patteggia, vittime risarcite con duemila euro a testa
Maltrattamenti all’asilo, al terzo tentativo è arrivata la sentenza. La maestra e titolare del micronido “I folletti del bosco” di Cocquio Trevisago, Simona Ferraris, ha patteggiato una pena di due anni di reclusione - con sospensione condizionale e non menzione - davanti al giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Varese, Giuseppe Battarino.
IL RISARCIMENTO
Prima dell’udienza, i suoi difensori, gli avvocati Fulvio Anzaldo e Claudio Casiraghi, hanno consegnato alle sei famiglie che si erano costituite parte civile altrettanti assegni circolari da duemila euro l’uno a titolo di risarcimento. A questi dodicimila euro, l’insegnante ne dovrà aggiungere almeno altrettanti: il giudice l’ha infatti condannata a rimborsare le spese di costituzione in giudizio delle controparti, quantificate in circa duemila euro ciascuno. I genitori dei piccoli ospiti della struttura potrebbero comunque decidere di avviare anche una causa in sede civile per ottenere un adeguato indennizzo dei danni morali causati ai loro bimbi.
Il patteggiamento era già stato respinto all’udienza di giugno 2021, quando il gup disse no alla pena di un anno e mezzo perché ritenuta troppo mite, alla luce del suo ruolo all’interno del nido e del fatto che non fossero stati offerti risarcimenti alle vittime (rappresentate dagli avvocati Giordano Muser, Massimo De Luca, Laura Panciroli e Federico Caldesio). Respinta, questa volta dalla Procura, anche una seconda istanza di patteggiamento, con la stessa pena finale. Infine, dopo l’offerta spontanea di duemila euro a testa, è arrivato l’ok alla pena di due anni.
LA STAGISTA E IL COMPAGNO
A giugno, invece, il gup aveva accolto il patteggiamento a un anno, quattro mesi e venti giorni di reclusione per la stagista. Dopo l’estate, infine, sarà processato il compagno della maestra, rinviato a giudizio per atti osceni compiuti all’interno dell’asilo.
LA DENUNCIA
Il caso esplose a fine 2019 dopo la denuncia di alcuni genitori: i carabinieri di Besozzo nascosero delle telecamere nel nido di via Verdi. Le vittime erano bambini di uno e due anni che - secondo la ricostruzione dell’accusa - subivano violenza psicologica e fisica: le donne che avrebbero dovuto prendersi cura di loro li rimproveravano spesso per futili motivi, urlando, strattonandoli, mettendoli in punizione, spintonandoli, prendendoli a schiaffi.
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