TEATRO SOCIALE
Il Baff saluta a ritmo di jazz
Chiusa l’edizione 2026 del festival con il concerto che ha coinvolto il trio di Michele Fazio.
Un’edizione «ricchissima, che ci lancia verso i festeggiamenti per il venticinquesimo anno, a cui stiamo già lavorando». Così il direttore artistico del BAff, Giulio Sangiorgio, in una comunicazione stampa, ha definito l’edizione di quest’anno del Busto Arsizio Film Festival, conclusa nella serata di sabato 28 marzo al teatro Sociale Delia Cajelli, in collaborazione con la rassegna Eventi in Jazz, con un appuntamento musicale tra jazz, world music, musica d’autore e soul con ospiti Francesco Tricarico, il trio del jazzista Michele Fazio affiancato dal bassista argentino Carlos Buschini e dal batterista Mimmo Campanale, il fisarmonicista Fausto Beccalossi, Ronnie Jones, e la cantante Dagmar Segbers.
L’incrocio di due festival
«Non è mai capitato di avere a che fare con due festival che si incrociano sul medesimo palcoscenico – il commento in apertura di serata dell’assessora alla cultura Manuela Maffioli – e io sono molto contenta di queste de dimensioni che sottolineano la vivacità culturale della nostra città. L’amministrazione tifa per queste commistioni virtuose tra festival».
Nomi celebri
Un’edizione, quella del BAff, che ha visto la presenza di nomi celebri, da Abel Ferrara in apertura, a Enrico Vanzina, da Donato Carrisi a RezzaMastrella. Ma non solo. «Siamo contenti – ha proseguito nella nota Sangiorgio - anche e soprattutto della grande qualità delle opere prime presentate, del lavoro formativo sulla giuria giovani di studenti e studentesse, degli incontri illuminanti con i giovani di autori importantissimi come Michelangelo Frammartino e Gianluca De Serio, del lavoro di sviluppo di film fatto con dieci giovani registi, che hanno poi presentato i loro progetti a un numero nutrito di produttori».
Il tutto all’interno di un festival, per usare le parole del presidente del festival, Gabriele Tosi, «attento ai temi contemporanei, alla tragedia dell’Ucraina fin dalla serata di apertura, e poi la mostra sulle guerre dimenticate e l’analisi di Kevin B Lee sui video di guerra dell’Isis».
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