IL FUOCO DELLA TRADIZIONE
Conto alla rovescia per il falò. Sarà coi fiocchi?
Varese si radunerà il 16 gennaio in piazza della Motta. Forse la neve. Ecco tutti i retroscena «dell’evento più sentito dalla città»
Conto alla rovescia per il falò della Motta che verrà acceso venerdì 16 gennaio alle ore 21. È l’evento clou della sagra di Sant’Antonio che propone due giorni – venerdì 16 e sabato 17 – di eventi, messe, bancarelle e rituali della tradizione.
STRADE CHIUSE
La Polizia locale ha diramato ieri, venerdì 9, l’ordinanza che disciplina il traffico e la sosta nell’ampia zona coinvolta dalla festa. In particolare, dalle 7 di venerdì 16 fino alle 21 di sabato 17, saranno chiuse alla circolazione via Carrobbio, piazza della Motta, via Montalbano, piazza Monte Grappa, piazza Ragazzi del ‘99, via Bernascone, largo Sogno e via Bizzozero. Nelle stesse strade sarà vietata anche la sosta (con rimossione coatta).
IL FUOCO DELLA TRADIZIONE
Il falò della Motta sarà appunto il 16 gennaio alle 21. La pira, alta circa 5 metri, verrà innescata dal sindaco Davide Galimberti e dall’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, e da un gruppo di accensori formato anche da autorità. La processione, con la statua di Sant’Antonio, giungerà contestualmente da via Carrobbio.
La catasta sarà formata da bancali che provengono da fonti certificate (aziende che li conferiscono certificando appunto l’origine del legno) e da alberi di Natale (veri e tagliati) che arrivano dai cittadini e che saranno collocati sulla cima.
Legato al falò c’è il rito dei bigliettini dei desideri da inserire nella pira. È una vecchia tradizione che, almeno in origine, rappresentava qualcosa di beneaugurante per le donne in cerca di marito.
Quest’anno è stata invitata al falò anche la squadra della Pallacanestro Varese alla quale potrebbe essere riservato un momento di intrattenimento (ma è da confermare).
La direzione delle fiamme svelerà che anno si profila per Varese? Questo in realtà non appartiene alle tradizioni originarie ma è una curiosità inserita da una cinquantina d’anni.
«L’EVENTO PIÙ SENTITO DALLA CITTÀ»
L’organizzazione è affidata come sempre ai Monelli della Motta. «L’evento più sentito dalla città», spiega Gianandrea Redaelli. In effetti, solo per il falò, si contano almeno cinquemila persone.
A quando risale la pira ardente? Beh, ci sono scritti del “bruciare la legna” come appuntamento di comunità, già nella seconda metà del 1800.
FUOCO E NEVE
La neve sarebbe di stagione, soprattutto a metà gennaio. Ma non ha fatto tante volte tappa nel giorno o nei giorni del falò. L’ultimo riscontro risale a vent’anni fa. È presto per dire che tempo farà il 16 gennaio ma le prime proiezioni indicano la possibile presenza di precipitazioni. Sarà neve? Vedremo se davvero si presenterà come un falò coi fiocchi.
PALLONCINI
Tra gli eventi più attesi anche la benedizione degli animali sul sagrato della chiesa della Motta e il lancio dei palloncini. Sono previsti sabato 17 alle 12. Essendo chiuse le scuole elementari, quest’anno i “lanciatori” saranno sempre i bambini, sì, ma non accompagnati dagli insegnati bensì da genitori e nonni. Ai palloncini è legato un biglietto con un messaggio di auspicio. Tra quelli volati più lontano, il palloncino “atterrato” non lontano dal confine con la Germania.
© Riproduzione Riservata



