CHILOMETRO ZERO
Corso Matteotti: «Rilanciamo il mercatino agricolo»
Ogni terza domenica del mese a Varese i prodotti del territorio. «Eravamo una ventina di banchi, ora siamo rimasti in pochi»
Domenica mattina sono quattro i banchi in corso Matteotti, pieno centro di Varese. Prodotti a “chilometro zero”, frutto del lavoro delle aziende del territorio. Come ogni terza domenica del mese montano il proprio gazebo e danno vita al mercatino agricolo a cielo aperto. Ci sono formaggi e salumi della Val Veddasca e di Monteviasco e poi il miele di Viggiù e di Malnate. Qualche goccia di pioggia prova a cadere, ma la gente di passaggio non manca e qualcuno si ferma anche a comprare.
MERCATINO DA RILANCIARE
«A questo mercatino servirebbe un rilancio – fa notare Rita Carraro dell’Azienda agricola Pian del Lares –. Oggi per esempio mancano tre banchi: uno che vende asparagi, un altro riso e un altro ancora di formaggi». Il suo stand si sposta poi a Induno Olona, Saronno («È lì che facciamo più affari») fino a raggiungere anche il Milanese.
API IN PERICOLO
Se c’è chi viaggia per la provincia, c’è anche chi sceglie di montare il gazebo solo in corso Matteotti: «Perché abbiamo anche lo spaccio in azienda e portiamo i nostri prodotti in alcuni negozi», spiegano i titolari dell’Apicoltura Roncolino di Viggiù, alla terza generazione di apicoltori con oltre 60 anni di attività alle spalle. «Oggi il mondo dell’agricoltura è prima di tutto passione, oltre che professionalità – sottolinea Guglielmo Avellini –. Il cambiamento climatico ha modificato il nostro modo di lavorare con le api. Prima lavoravamo sette/otto mesi all’anno, oggi la produzione si svolge in appena quattro mesi». Sulla necessità di sostenere il mercato di corso Matteotti dice: «È una vetrina molto importante. Una volta eravamo una ventina, ma siamo rimasti in pochi e questo è un peccato. Speriamo che l’Amministrazione comunale e le associazioni di categoria riescano a ripopolare il nostro Corso».
Qualche metro più lontano, in un simbolico “derby del miele” («È un mercatino agricolo, siamo tutte aziende del territorio»), Roberto Borella è dietro il banco dell’Apicoltura Alice Zorzan. A 29 anni ha seguito la passione dei genitori e dopo gli studi da agronomo si dedica all’attività di famiglia. «Non solo il cambiamento climatico, ma anche alle specie aliene rendono le api sempre più fragili – aggiunge –. Dalla varroa, presente da decenni sul nostro territorio, fino alla vespa velutina che è stata rinvenuta per la prima volta poco tempo fa all’eremo di Santa Caterina del Sasso».
FORMAGGI E PITTURA
Proseguendo, accanto alla formaggella di capra dell’Azienda Agricola Il Tasso di Curiglia con Monteviasco, Maurizio Moroni espone anche i suoi quadri. «È la bellezza della natura che mi spinge. Oggi però ci sono talmente tante immagini che si perde il significato: è come se sul banco avessi un’infinità di prodotti da vendere».
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