IN TRIBUNALE
Crac Esse Vacation: una condanna e un rinvio a giudizio
Davanti al gup i manager Alberto Romano e Alessandro Scotti
Udienza preliminare questa mattina, mercoledì 18 febbraio, per i manager di Esse Vacation, Alessandro Scotti e Alberto Romano, davanti al gup Anna Giorgetti del tribunale di Busto Arsizio: il primo è stato rinviato a giudizio, il co-imputato è stato condannato a due anni con pena sospesa.
LA VICENDA
I due sono accusati di bancarotta e truffa nei confronti di decine di vacanzieri che avevano prenotato pacchetti viaggio nell’agenzia di corso Sempione a Gallarate. L’indagine condotta dal pubblico ministero Ciro Caramore e dalla guardia di finanza era nata proprio dalle denunce presentate dai clienti.
IL CRAC NEL 2022
L’estate del 2022 per qualcuno fu davvero pesante. Per chi aveva risparmiato tutto l’anno per godersi una vacanza degna di tanti mesi di fatica, per chi fece il finanziamento per potersela permettere, per chi può rinunciare a tutto fuorché a un viaggio, fu una piccola catastrofe. Esse Vacation – tour operator online con sede legale in corso Sempione – lasciò a terra un centinaio di clienti. Le denunce si concretizzarono in un’inchiesta condotta dal pubblico ministero Ciro Caramore: a gennaio 2024 il manager Alessandro Scotti venne arrestato per bancarotta fraudolenta. I capannelli di gente davanti alla società divennero un argomento di cronaca nazionale. Innanzitutto perché la clientela proveniva da mezza Italia e poi perché del caso si occupò anche Striscia la notizia. A dicembre di quell’anno il pm chiese la liquidazione giudiziale di Esse Vacation mediante la quale fu possibile attivare l’assicurazione obbligatoria in capo ai tour operator: con questa procedura erano stati risarciti quattrocento clienti con oltre 650mila euro. A quel punto gli inquirenti iniziarono a studiare i conti e i bilanci della società: scoprirono operazioni con attività italiane e straniere prive di documentazione, eccedenze non fatturate, prelevamenti privi di giustificazione per oltre un milione 300mila euro. E si resero conto di un’evasione fiscale di oltre 300mila euro.
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