LE OPINIONI
Da Gentile a Bastoni: l’italico difensore non esiste più
Oggi ci si affida agli stranieri. Ai nostri buoni... piace simulare. Il Bel Paese è sempre stato patria di marcatori dalle maniere forti
Mondiale di Spagna, giugno 1982. L’Italia fatica le sette camicie a passare il girone di qualificazione contro Polonia, Perù e Camerun. Nel secondo turno ci toccano l’Argentina e il Brasile, Maradona e Zico. Ma ci pensa lui: Claudio Gentile da Tripoli, che si incolla ai due fuoriclasse e li azzera. L’Italia vince entrambe le partite e si lancia verso la conquista del titolo mondiale. Certo, Gentile poteva contare su compagni di reparto del calibro di Gaetano Scirea e del bell’Antonio Cabrini. L’altro marcatore era Fulvio Collovati in Nazionale e Sergio Brio nella Juve. Schierati davanti a Zoff, superarli era dura.
Arriva in Italia, già claudicante, il più forte centravanti della storia del calcio (parere personale): Marco Van Basten. Van Basten è quasi sempre serafico, tranne quando gioca contro il Torino. Lì ci sono due marcatori, Salvatore Bruno ed Enrico “Tarzan” Annoni, che qualcosa prendono sempre: se non è il pallone, sono le gambe dell’avversario, possibilmente le caviglie. Riuscito a fare gol contro di loro e lasciato Bruno a terra, Van Basten improvvisa un dispregiativo balletto sopra di lui. Ma non è il balletto a fermare il loro furore agonistico: di “marcature strettissime” ne faranno molte altre. Anche il cigno di Utrecht gioca in una squadra dalla difesa tutta italiana e tutta “fortina”: Tassotti-Costacurta-Baresi-Maldini, schierati davanti a Seba Rossi. Non malissimo neppure la difesa dell’Inter dei record: davanti a Zenga c’è il libero Mandorlini, i marcatori Bergomi e Ferri (e Brehme terzino di spinta). E nemmeno faceva acqua quella dell’Italia campione del mondo nel 2006: davanti a Buffon, Zambrotta, Cannavaro (pallone d’oro), Materazzi e Grosso.
E veniamo ai nostri giorni: che fine ha fatto l’arcigno e insuperabile difensore italiano? Trovarne oggi uno davvero forte, almeno paragonabile a tutti quelli menzionati, è impresa praticamente impossibile: non a caso i reparti arretrati delle squadre principali sono composti principalmente da stranieri. Oddio, non che le cose vadano meglio, viste le “manite” prese in Europa negli ultimi mesi e negli ultimi giorni. Pur tuttavia un difensore che sembrava potersi avvicinare agli antichi livelli a cui i tifosi italiani erano abituati sembrava esserci: Alessandro Bastoni. Quel che ha combinato sabato a San Siro, però, rischia di rovinargli l’immagine e e azzerargli le simpatie. È il primo difensore passato sull’altra sponda: una volta se gli stopper rudi avevano un nemico, quello era il simulatore. Proprio vero, come cambiano i tempi...
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