SUL PICCOLO SCHERMO
Da Matera a Milano: salvate il procuratore Imma
Vanessa Scalera al Miv ha ribadito il suo no, ma in molti sognano di vederla all’ombra del Duomo. E se Lombardia Film Commission non se la facesse scappare?
Imma Tataranni è in procinto di lasciare Matera destinazione Milano. E se Lombardia Film Commission la prendesse in consegna? Certo, prima bisognerebbe sentire cosa ne pensano Lucana Film Commission, che ha sostenuto attivamente la serie di Rai 1 sin dal 2019, e – d’uopo citarla – Mariolina Venezia, autrice dei cinque romanzi fonte di ispirazione per la fiction. Ostacoli non da poco ma la suggestione di vedere all’ombra del Duomo un sostituto procuratore, nel frattempo divenuto procuratore aggiunto, così fuori dagli schemi è molto suggestivo. E garantirebbe al personaggio una sopravvivenza altrimenti fortemente a rischio. Un peccato, numeri alla mano, l’ultima puntata della quinta stagione è stata seguita da 4 milioni e mezzo di telespettatori con share pari al 24.5%.
L’ATTRICE HA CONFERMATO CHE NON CAMBIERÀ IDEA
È accaduto domenica, al termine di una giornata che ha visto Vanessa Scalera, per tutti Imma Tataranni, al MIV di Varese per presentare, affiancata dal collega Francesco Colella e dal regista Francesco Lagi, Il dio dell’amore, film corale in cui crede moltissimo come nel suo personaggio, Ester, «simbolo della confusione sentimentale, tema dominante dell’intera storia». Uscita dal bagno di folla di Sala Nettuno, in cui è stata accolta con un grande applauso, ha confermato alla Prealpina l’addio a Imma. «Massimiliano Gallo da Gomez ha detto che non cambierò idea? Ha ragione, è un amico e, come tale, mi conosce bene». Che Vanessa Scalera non sia confinabile nell’area del sostituto procuratore di Matera lo dimostrano la carriera, compresa quella precedente al successo tv, e le prove cinematografiche più recenti. Da Corro da te, di Riccardo Milani, suo il soggetto di Il dio dell’amore, a Palazzina Laf, di Michele Riondino, da Diamanti di Ferzan Ozpetek a Il bene comune, di e con Rocco Papaleo, suo compagno di scena in Imma Tataranni 5. Nell’ultima stagione l’attore ha preso il posto di procuratore lasciato vacante da Carlo Buccirosso, giocando molto sulle sue radici, sottolineando spesso, scherzosamente, la superiorità di Potenza rispetto a Matera. La città dei Sassi, dal 1993 patrimonio dell’umanità Unesco, si appresta a salutare una delle sue eccellenze.
LA PROMOZIONE OSCURATA DAL FUMO DEL FORNO
Neanche il tempo di ricucire gli strappi in famiglia – marito Pietro e figlia Valentina tornati al focolare domestico con la coda tra le gambe – che il Consiglio Superiore della Magistratura accetta la sua domanda. Il pranzo per festeggiare la ritrovata atmosfera da Mulino Bianco – con buona pace di un Lodo Guenzi cattivo come non mai – e la promozione è oscurata dal fumo che esce dal forno. «Non sono ancora a Milano e già c’è la nebbia», dice Imma Tataranni che del capoluogo della Lombardia ha evidentemente la stessa idea di Totò e Peppino. Quale futuro senza Vanessa Scalera? Sulla carta, nessuno. Lei ha fagocitato il personaggio, pensare a Imma con altro viso, modo di parlare e muoversi appare un’impresa disperata. La maglia va ritirata, su questo non ci piove. Tra le ipotesi avanzate, la più quotata resta spostare la centralità della trama su un personaggio già presente nella serie, favorito è Ippazio Calogiuri (Alessio Lapice), il giovane maresciallo in fondo irrisolto. Comunque sia, lasciare che, partendo da Matera, l’Immacolata nazionale scompaia nel nulla prima di raggiungere Milano significa perdere un prodotto amato dal pubblico anche, o forse perché, poco convenzionale. I film parlano romanesco, le serie napoletano e barese. Vero che su Rai 1 prima di Roberta Valente – Notaio in Sorrento arriverà il milanese Claudio Bisio diretto dal varesino Renato De Maria ma in Uno sbirro in Appennino, set principale Bologna.
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