L'INDAGINE
D'Aleo, tragica fine d'un "picciotto"
Vizzini confessa: l'ho fatto ammazzare. E la polizia arresta Emanuele Italiano
Ucciso e sotterrrato nei boschi di Vizzola Ticino, nei pressi del canale Villoresi. Salvatore D'Aleo è morto così, a ventinove anni, l'1 ottobre 2008.
La mano assassina è stata quella di Emanuele Italiano, gelese di sessant’anni, e residente a Busto Arsizio. Italiano è stato arrestato ieri sera dai poliziotti della Squadra Mobile di Varese e dai loro colleghi del Commissariato di Busto Arsizio.
Complice d’Italiano, nell'assassinio del ventinovenne, sarebbe stato – ma sono in corso verifiche da parte della Direzione distrettuale antimafia di Milano - Fabio Nicastro.
D’Aleo – stando proprio al pentito Rosario Vizzini – è stato eliminato per aver voluto strafare. Vizzini stesso ha raccontato che il ventinovenne andava in giro a estorcere denaro, dicendo che aveva il mandato dello stesso Vizzini e persino del "mammasantissima" Giuseppe Piddu Madonia. D’Aleo – ha aggiunto Vizzini – non solo spendeva il mio nome senza autorizzazione ma ha dato fuoco a casa mia perché gli avevo detto di smetterla.
Approfondimenti sulla Prealpina in edicola il 7 luglio.
© Riproduzione Riservata


