COMMISSARIATO
Dipendente pubblica e spacciatrice di coca
Incensurata di 38 anni, arrestato anche il compagno residenti in comune del Gallaratese. In casa la polizia ha trovato eroina, hashish, ketamina, marijuana, mdma ed ecstasy
Dipendente di un grosso Comune del circondario negli orari d’ufficio, spacciatrice nel tempo libero. Così come il suo compagno, professione magazziniere, custode degli stupefacenti e degli incassi quando smonta dal turno. Hanno trentanove anni, sono incensurati e nessuno avrebbe mai avanzato dubbi sulla loro trasparenza.
Ma c’è sempre chi conosce i segreti più reconditi e che è pronto a raccontarli, magari per conseguirne un vantaggio. È attraverso una fonte confidenziale che la squadra investigativa del commissariato di Gallarate è risalita ai due indagati arrestati venerdì 3 aprile su disposizione del pubblico ministero Massimo De Filippo e portati ieri mattina davanti al giudice Sebastiano Graziano per il processo direttissimo. Assistiti dagli avvocati Wiliam Tenace e Alberto Stefanazzi sono tornati in libertà ma sottoposti a obbligo di dimora a Samarate e obbligo di firma quotidiano. Si torna in aula a maggio per nominare il tossicologo che analizzerà le sostanze sequestrate.
LA TRAPPOLA
Avuta la segnalazione dall’informatore, i poliziotti hanno iniziato a pedinare la donna. L’hanno seguita in macchina e hanno atteso il momento giusto per intervenire, quello in cui cedeva 5 grammi di cocaina a un cliente. A quel punto è scattata anche la perquisizione nell’abitazione in cui la trentanovenne vive con il compagno.
PER TUTTI I GUSTI
Lui era in casa ad aspettarla e quando l’ha vista varcare l’ingresso con altri uomini ha capito che non fossero amici. Nel cassetto del comodino della camera da letto gli agenti hanno trovato un vasto assortimento di droga: 50 grammi di eroina, 40 di cocaina, 300 grammi di marijuana, 98 grammi di hashish, una decina di grammi di mdma, oltre 20 di ketamina, qualche pastiglia di ecstasy. C’era anche denaro contante (300 euro addosso alla donna, 1000 euro in casa) che però non è direttamente conducibile alla presunta attività di spaccio.
Le indagini quindi proseguiranno per capire se la coppia rifornisse un giro di consumatori ampi o se invece fosse sostanza destinata all’uso personale o, in vista della grigliata di pasquetta, da godersi in compagnia.
VENERDÌ NERO
Certo i due conviventi non dimenticheranno i momenti trascorsi nel travagliato venerdì santo. In aula ieri avevano il viso stravolto e pallidissimo, la donna è scoppiata in lacrime almeno un paio di volte, quando il pm d’udienza Lara Zucchini ha chiesto la custodia cautelare in carcere si è mozzato il fiato a entrambi. Il giudice ha ritenuto che per tutelare le esigenze cautelari gli obblighi di firma e di dimora siano sufficienti. In questo modo potranno preservare i posti di lavoro.
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