IL CONCERTO
ELP Project da urlo a Mornago
Con Massimo Manzi al Live Music
Il miglior concerto degli ELP Project di sempre. Almeno in Italia perché l’esibizione ad Amburgo con l’Hamburg Symphoniker Orchestra, di 60 elementi, e il tour negli Stati Uniti appartengono a un altro campionato. Ciò che si è visto e sentito domenica sera 26 aprile al Live Music è davvero tanta roba.
Merito per buona parte dell’attesissimo Massimo Manzi alla sua seconda prova con la formazione varesina dopo lo show di Padova. Il batterista, uno dei più quotati del jazz italiano, ha dimostrato la validità di quanto di buono si dice sul suo conto. Anche senza considerare il curriculum da paura (all’attivo 200 album e migliaia di concerti), vederlo in azione è impressionante. Una gioiosa macchina da controtempo, il top con Tarkus.
La presenza di un drummer di tale valore alle spalle ha permesso a Mauro Aimetti (basso, voce, chitarra) e a Alessio Penzo (pianoforte, tastiere) di esprimersi al meglio, come accadeva un tempo alle squadre di calcio quando avevano un libero dell’efficacia e autorevolezza di Armando Picchi o Pierluigi Cera.
Come nel concerto di febbraio al MIV, la formazione fondata e capitanata da Aimetti – che dal palco ha dichiarato la soddisfazione per avere trovato due compagni di viaggio ideali – ha attinto ampiamente ai primi tre album in studio di Emerson, Lake & Palmer e a Pictures at an exhibition e chiamato per From the beginning il sempre brillante Marco Caccianiga alle congas.
Al felice esito della serata – più di due ore e mezza di sano progressive – hanno contribuito palco e acustica di assoluto rispetto del locale. Luci all’inizio un po’ troppo invadenti ma non al punto da spingere a invocare il fantasma di Long John Chinaglia.
Tanti gli applausi di un pubblico composto anche da musicisti quali Giorgio Linari, in prima fila, Paolo Barducco e Marino Lodi. Alquanto dinamico Alex Barlozzini (figlio di Guido), impegnato nelle riprese – cineoperatore uno dei mestieri di una carriera che l’ha visto anche attore teatrale – del concerto. Con Manzi si conoscono da quando avevano quattro anni. Entrambi nati a Roma, entrambi giramondo per lavoro, appena possibile, si sono trasferiti in provincia. Il batterista ha scelto Senigallia, Barlozzini invece Cesena. Ancora più facile, sull’onda delle emozioni di una musica che unisce, considerarli due di noi.
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