L’OPERA
Eredità delle Olimpiadi: 336 tutta nuova
Stanziati 105 milioni per migliorare la sicurezza della superstrada che collega Busto a Malpensa. Lavori tra un anno
Le chiamano legacy, letteralmente eredità, perché sono opere che restano sul territorio una volta terminato il grande evento per cui sono state pensate. Nel caso delle Olimpiadi di Milano-Cortina i doni che i Giochi avrebbero dovuto portare in dote al Varesotto erano due, in termini di infrastrutture: il collegamento ferroviario tra il T2 di Malpensa e Gallarate – ed è arrivato – e la sistemazione della 336 nel tratto tra Busto e Cardano. Gli atleti olimpici e paralimpici hanno lasciato la Lombardia ormai da un pezzo ma per questo secondo regalo il tempo non è scaduto: pochi giorni fa il governatore della Regione Attilio Fontana ha comunicato che sono stati sbloccati 287,6 milioni di euro per cinque infrastrutture lombarde che erano state inserite a suo tempo – quindi nel 2020 – nell’elenco delle opere olimpiche. E tra queste c’è anche la superstrada della Malpensa.
Ma i tempi non sono quelli che erano stati auspicati prima di Natale di cinque anni fa: l’inizio dei lavori non è atteso prima di aprile del prossimo anno. La buona notizia è che i soldi per finanziare il cantiere adesso sarebbero stati garantiti. «Grazie al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini», ha ricordato Fontana. Soldi che il senatore tradatese della Lega Stefano Candiani ha definito «risorse preziose per realizzare infrastrutture attese da anni».
Nel caso della 336 l’intenzione è quella di adeguare finalmente la sede stradale alla categoria B che è quella in cui ricade la superstrada, intervenendo per migliorare la sicurezza di un percorso i cui limiti sono stati segnalati a più riprese nel corso degli anni.
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