LA SENTENZA
Ex primario condannato dalla Corte dei Conti
Dovrà risarcire con 47mila euro l'Asst per aver violato l'esclusiva
Nuova condanna per l’ex primario di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Saronno. Nel settembre scorso, il Tribunale di Busto Arsizio lo aveva condannato per truffa aggravata ai danni dello Stato e peculato a due anni e 5 mesi di reclusione e al pagamento di una provvisionale di 65mila euro da versare all’Asst Valle Olona. Ora, è la volta della sezione regionale della Corte dei Conti: l’uomo è stato condannato a risarcire oltre 47 mila euro l’Asst Valle Olona e quasi 800 euro a Regione Lombardia.
Avendo violato il patto di esclusiva, secondo i giudici contabili l’ex primario ha finito per arrecato un danno all’erario. Dal dispositivo della sentenza, si evince che la Corte dei Conti della Lombardia ha punito il medico perché nel periodo 2020-2022 «ha esercitato attività libero professionale non autorizzata in alcuni studi medici privati, in violazione del regime di intramoenia, con percezione di compensi professionali non riversati all’amministrazione di appartenenza, e con indebita percezione dell’indennità di esclusività».
Traducendo: per venire incontro alle esigenze di alcune sue pazienti, il medico ha percepito per queste visite, che non avrebbe potuto fare perché l’attività libero professionale era incompatibile con il regime a tempo pieno, denaro in contanti in nero. Inoltre, al sanitario è stato contestato «di aver fatto processare nel laboratorio dell’Azienda ospedaliera pubblica alcuni esami di una sessantina di pazienti da lui visitate in altri studi medici e di avere visitato privatamente pazienti nell’ambulatorio dell’ospedale, per cui i relativi costi erano rimasti indebitamente a carico della Regione Lombardia».
Le indagini penali erano state svolte dai finanzieri della Compagnia di Saronno con il coordinamento della Procura di Busto Arsizio e avevano preso le mosse dall’esposto di un collega dell’ex primario che aveva a sua volta raccolto la segnalazione di un’infermiera. Quest’ultima aveva rilevato alcune anomalie procedurali sugli esami pap test eseguiti nell’ambulatorio di ginecologia dell’ospedale saronnese.
Il difensore del medico, l’avvocato Stefano Banfi, ha già impugnato la sentenza penale e si riserva di fare altrettanto per la sentenza della Corte dei Conti.
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