L’OPERA
Gallarate, barriere antirumore: c’è chi dice no
L’obiezione: «Non ci hanno coinvolti, inaccettabili i lavori a scatola chiusa». Favorevoli invece i residenti vicini alla ferrovia
I pannelli antirumore lungo la linea ferroviaria Milano-Domodossola sono in arrivo, almeno da quanto dichiarato da Rfi. Ma siamo sicuri che tutti siano favorevoli a questa decisione? «Ci piazzano delle barriere senza aver presentato niente a noi residenti», afferma Antonio gallaratese di via Confalonieri. Ma i favorevoli mettono sul piatto della bilancia l’esigenza di limitare l’inquinamento acustico e di aumentare sicurezza.
Vista oscurata
Non tutti sono così ansiosi di vedere l’avvio dei lavori per l’installazione delle barriere lungo i vari tratti della ferrovia. Per alcuni residenti trovarsi la «vista completamente oscurata» da pannelli («seppur per qualcuno utili») non rappresenta «il massimo della vita». C’è anche più di un dubbio proprio riguardo ai manufatti. Molti, a dire il vero la quasi totalità, dei residenti che abitano lungo i tratti interessanti non sono a conoscenza dei dati del progetto. E non si riferiscono solo alle tempistiche riguardo l’inizio dei lavori o quanto «realmente» dureranno. «Prima di dire se sono favorevole o contraria vorrei capire bene di che cosa stiamo parlano», spiega Stefania, una gallaratese di cinquant’anni che abita in via Carducci a pochi passi dal centro. «Si parla di barriere in senso generale e di altezze alla “circa meno quasi”, ma io vorrei vedere il risultato finale quale sarà. Saranno gialle, nere o a righe? Saranno totalmente oscuranti?». Elementi che per qualcuno possono rappresentare un dettaglio, ma che per chi se le ritroverà davanti alla finestra della sala o al balcone della camera da letto fanno la differenza.
«Anche se non vedo le montagne - scherza la gallaratese - ho una vista dalla mia sala, con quelle barriere mi troverei uno schermo davanti. Voi vorreste vivere così?». E il pensiero della residente non è isolato. A condividere la stessa posizione è un sessantacinquenne gallaratese che abita in zona Bettolino: «Capisco la questione del rumore, ma - evidenzia - almeno potevano presentare l’idea e le modalità per farlo a costi quasi zero ci sono, un video, un incontro in streaming. Invece niente». E quindi? «Io a scatola chiusa non voglio accettare un intervento con cui dovrò convivere per decenni».
Vicino ai binari
Chi invece non vede l’ora di vedere le nuove barriere punta su due aspetti «da non sottovalutare»: il livello di sicurezza e il rumore. «Solo chi abita vicino ai binari del treno può capire cosa si prova», sottolinea un residente di poco più di quarant’anni del Bettolino. «Proviamo lo stesso disagio di chi deve convivere con la vicinanza di un aeroporto». Un paragone forte, ma «che rende l’idea» soprattutto se si conta il passaggio dei treni nelle ore di traffico più intenso. Da non dimenticare anche il fattore sicurezza. In alcuni tratti del tracciato ferroviario infatti, i binari sono “scoperti” e quindi possono essere facilmente attraversati da chiunque.
«Mi capita di vedere dei ragazzini che si divertono a passare quando vedono un treno arrivare», racconta un altro gallaratese che abita in via Confalonieri. «Non è un gioco, ma sembrano non capirlo. Le barriere sarebbero un deterrente».
I ritardi
Tra contrari («tanto la nostra posizione non verrà presa in considerazione») o favorevoli c’è un particolare che mette tutti d’accordo. I ritardi. I lavori dovevano iniziare entro il 2021, ma siamo a metà novembre e del cantiere non c’è traccia. Questo però è solo la prima parte dell’intervento: entro il primo semestre del 2022 dovrebbe arrivare il resto.
© Riproduzione Riservata


