IL DISAGIO
Basta rumore lungo i binari
Ecco la mappa degli interventi. I residenti si mobilitano in un comitato di pressione
Cinque tratti di ferrovia, con priorità alla linea Milano-Domodossola: in totale 1.155 metri di barriere antirumore da posare entro fine anno per mettere al riparo dal frastuono dei treni chi abita accanto ai binari.
Il piano di Rfi
È il piano di dettaglio comunicato da Rfi per quanto riguarda gli interventi che i gallaratesi possono attendersi entro la fine del 2021.
Intanto, per instaurare un filo diretto tra azienda e cittadini, alcune famiglie si stanno organizzando per far nascere un comitato.
«Per avere risposte», spiega Alberto Marchesi, uno di quanti da tempo chiede di avere informazioni precise circa l’andamento del progetto di posa delle barriere che - se i tempi saranno rispettati - dovrebbe segnare presto uno spartiacque nella convivenza tra case e trasporto su rotaia.
La prima lista
Nei giorni scorsi, in consiglio comunale, l’assessore Sandro Rech ha letto la lista precisa dei punti nei quali Rfi sarebbe pronta a procedere con la posa delle paratie entro fine 2021.
Nell’elenco la zona vicino alla stazione, dall’edificio principale andando verso Milano e ancora dal cavalcavia di via Venegoni a piazzale Europa. Poi l’area attorno a via Bolivia, lungo via dei Mille e via Bettolino: 325 metri di binari da schermare per proteggere le abitazioni dall’impatto sonoro legato al passaggio dei treni. Più in là, l’installazione dei pannelli fonoassorbenti è prevista anche lungo un tratto di via Bellinzona, tra via Alberto da Giussano e via Sciesa. Infine il più corposo degli interventi: 390 metri di barriere in zona Sempione, dal cavalcaferrovia di via Sciesa sino al distributore di carburante.
Gli interventi restanti
In programma invece «entro il primo semestre del 2022», secondo la relazione Rfi resa nota da Rech, la realizzazione della parte restante delle barriere ipotizzate lungo il percorso gallaratese della rete ferroviaria. La priorità - spiega l’azienda in un testo letto durante il consiglio in risposta a un’interrogazione presentata dal Pd - viene data alla linea Milano-Domodossola sulla base di valutazioni che tengono conto del numero delle persone esposte al rumore, dell’eventuale presenza di luoghi sensibili e del superamento del limite imposto per i livelli acustici. In secondo piano - secondo i medesimi criteri - le linee per Varese e Laveno.
Non solo rumore
Oltre che il disagio per le proprie orecchie, tuttavia, i gallaratesi che abitano a poca distanza dalla rete ferroviaria, mettono da tempo in evidenza i rischi che possono crearsi in assenza delle protezioni nei punti dove i binari sono accessibili senza troppa difficoltà soprattutto quando la vegetazione accanto ai binari viene sfoltita per la necessaria manutenzione.
Di tutta una serie di aspetti, insomma, intendono farsi portavoce quanti stanno lavorando alla nascita del comitato che vuole porsi come interlocutore diretto di Rfi. Anche e forse soprattutto per quanto riguarda le zone di Gallarate dove bisognerà portare pazienza ancora un po’, perché a ridosso delle linee per Varese e Laveno.
Un dialogo fitto
Nel frattempo un dialogo piuttosto fitto è intercorso negli anni tra le ferrovie e il Comune, a cominciare dal 2018. Di buoni rapporti tra i due enti parla l’assessore Sandro Rech.
Tra le prime richieste avanzate da Gallarate quella di valutare la possibilità di utilizzare pannelli trasparenti in corrispondenza delle finestre delle abitazioni, in modo da non impedire ai residenti di guardare fuori. Da quando lo scorso anno Rfi ha presentato all’amministrazione alcune planimetrie di progetto per quanto riguarda la linea verso Domodossola sono stati eseguiti due sopralluoghi: l’attenzione, in quelle occasioni, si è concentrata su via Bolivia dove è stato ipotizzato un intervento in parallelo da parte di Palazzo Borghi per la realizzazione di un marciapiede ai piedi della scarpata.
Viaggio a Roma
Fino a Roma erano andati nel 2019 gli amministratori gallaratesi per rimarcare la necessità delle barriere. A distanza di due anni da quel viaggio, la città spera che sia arrivato il momento di raggiungere l’obiettivo.
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