DURA REPLICA
Gallarate, Cassani non cede ai sinti
Il sindaco: «Si scordino la mini area». E il legale delle famiglie di via Lazzaretto chiede la sospensiva
Il sindaco Andrea Cassani non ha dubbi: «Una mini-area se la scordano».
Non si abbassa nemmeno a pochi giorni dal voto amministrativo il livello di scontro tra Palazzo Borghi e i sinti dopo il ricorso al Tar presentato alla fine della scorsa settimana dall’avvocato che segue le tre famiglie tornate con le loro roulotte in via Lazzaretto.
Il legale che difende le diciassette persone rientrate nel campo a giugno, Luca Bauccio, ha chiesto che venga sospesa l’ordinanza con cui il Comune ha disposto la liberazione della vecchia area accanto all’autostrada dove i mezzi dei sinti sono rientrati all’inizio dell’estate dopo lo sgombero del 2018.
Un mese circa l’attesa necessaria perché si arrivi a un pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale, secondo le aspettative dell’avvocato. L’esito dell’istanza presentata dai sinti, quindi, potrebbe verosimilmente arrivare dopo le elezioni fissate per domenica 3 e lunedì 4 ottobre per rinnovare il consiglio comunale gallaratese e individuare chi dovrà amministrare la città per i prossimi cinque anni.
Ma intanto il primo cittadino leghista tira diritto: «Non è mio compito mediare con chi non rispetta le leggi», replica alla richiesta di sedersi a un tavolo per cercare una soluzione, che per Bauccio potrebbe essere l’individuazione di una mini-area dove collocare le roulotte di poche famiglie.
«Nel 2018 fu assegnata una casa popolare e poi sono usciti», ricorda Cassani. E da qui alle elezioni non si escludono sviluppi da una parte e dall’altra. «Valuteremo», rispondeva ieri mattina, lunedì 20 settembre, Cassani alla domanda sull’eventualità di nuovi interventi del Comune in via Lazzaretto dopo il sopralluogo che poche settimane fa ha condotto a Cedrate anche una ruspa.
«Potrebbe esserci un’altra iniziativa da parte nostra», annunciava sabato Luca Bauccio.
Proprio l’episodio della ruspa potrebbe diventare oggetto di una denuncia contro il sindaco. Da subito il legale dei sinti aveva definito l’invio del mezzo un «gesto intimidatorio per mettere paura ai miei assistiti» e ancora sabato è tornato a ventilare l’azione legale nei confronti dell’amministrazione. «Facciano quello che devono fare», risponde Cassani. Il quale davanti al ricorso al Tar appena presentato minaccia a sua volta un’azione legale. «Ho vinto tutti i gradi di giudizio nei confronti dei sinti - sbotta il capo dell’esecutivo - Hanno cambiato diversi avvocati ma noi continueremo a perorare la legittimità del nostro operato. L’avvocato si legga gli atti, altrimenti valuteremo di agire nei suoi confronti».
All’origine della richiesta di sospensiva presentata dalle famiglie per opporsi alle ordinanze dei mesi scorsi c’è la questione della legittimità dello sgombero del 2018. «Allora i miei assistiti sono stati allontanati in maniera illegittima», ha rimarcato l’altro giorno Bauccio. Da qui la sua richiesta di considerare il ritorno delle tre famiglie in via Lazzaretto come il rientro in un’area dalla quale non sarebbero dovute essere sgomberate quasi tre anni fa.
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