DOMENICA DIFFICILE
Gallarate: i segnalatori funzionano, alcuni automobilisti no
L’assessore Rech sui sottopassaggi allagati: «Chi ci è finito dentro dovrebbe pagare per essere stato tirato fuori»
Il sistema di sorveglianza dei sottopassaggii ha funzionato. Lo dichiarato l’assessore Sandro Rech (Lavori pubblici) e lo confermano le foto condivise sui social dai gallaratesi. Un po’ meno ha funzionato, oppure non è stato del tutto usato, il buon senso di alcuni automobilisti che in presenza del cartello di divieto di transito hanno deciso di sfidare la sorte.
Il risultato? Qualcuno è rimasto incastrato - come è successo anche a Busto - altri in extremis sono stati costretti a fare marcia indietro dopo che l’acqua è entrata nell’abitacolo. Secco il commento di Rech a tal proposito: «Se questi automobilisti si sentono tutti come Indiana Jones e decidono di non rispettare i cartelli e di sfidare la sorte, allora, ritengo che debbano anche pagare i soccorritori che li hanno aiutati a uscire».
La bomba d’acqua che si è abbattuta su Gallarate domenica mattina, 19 settembre, ha rappresentato uno stress test importante per i sistemi di segnalazione che sono «prontamente entrati in azione». A luglio sono terminati i lavori che hanno permesso di dotare otto sottopassaggi (nelle vie del Lavoro, Ronchetti, Capponi, Correnti, Praderio, Foscolo, 24 maggio e Canova) della moderna tecnologia per rilevare i cambiamenti nei livelli dell’acqua e il messaggio di avviso arriva direttamente alla centrale operativa della polizia locale. Un passo in avanti reso possibile grazie alle risorse ottenute dall’amministrazione comunale di centrodestra con il bando Lumen. La segnalazione dell’allagamento è stata realizzata posizionando una coppia di pannelli luminosi (ai due accessi) e integrandoli con un sistema di messaggistica su uno schermo a led in cui è indicata la condizione del percorso, cioè «pericolo» o «divieto di transito sottopasso allagato».
Ma come mai si sono verificati gli allagamenti documentati con video e foto?
«I sottopassaggi raccolgono l’acqua delle vie circostanti che confluisce nei punti più bassi della strada», spiega l’assessore. «Inoltre, tutti hanno impianti di evacuazione legati alla fognature e se queste sono piene d’acqua i sottopassaggi non si svuotano». L’esempio è via del Lavoro dove ci sono le pompe che incanalano l’acqua piovana nelle fogne, ma se queste sono cariche lo scambio non avviene. E la dimostrazione arriva pure dalle segnalazioni di chiusini scoperchiati dalla pressione.
«Un ringraziamento va a protezione civile e polizia locale per il loro intervento tempestivo», conclude Rech. «Se ci sono chiusini intasati, che fanno parte di un appalto in mano ad Ala, saranno monitorati particolarmente».
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