DEGRADO
Gallarate, in campo bottiglie vuote e deiezioni
Sempre più un’impresa fare una partita di calcio sul rettangolo di gioco di via Forze Armate
«Chi semina autogestione raccoglie libertà». La scritta si legge ancora - nonostante la vernice dopo tanto tempo si sia staccata in diversi punti - sul muretto del campo da calcio di via Forze Armate, dove una volta si dava appuntamento un gruppetto di ragazzi che si facevano chiamare Moicani.
Nulla scrivevano quei giovanotti, allora, a proposito della spazzatura. E ora, sparito anche l’ultimo dei Moicani, è un tappeto di bottiglie quello che si presenta agli occhi di chi vorrebbe sfruttare il rettangolo verde per una partitella estiva. Il tavolo con annessa coppia di panchine che una volta accoglieva i frequentatori all’ingresso dell’area, vicino al cancello, qualche settimana fa è finito sul prato. Una delle panche, divelta. «I nostri figli – racconta un genitore che abita a poca distanza – sono andati con il sacco a raccogliere, per poter giocare. Quello è uno spazio prezioso, però ci sono compagnie che si trovano a mangiare e a fare picnic, poi si trova quel che si trova».
Lo spazio è quello accanto alla casetta dell’acqua di Madonna in Campagna. «Giocano anche alle due di notte, o alle sei del mattino», ricordavano l’altro giorno alcuni residenti nelle abitazioni attorno al campo. Normale che con il caldo di quest’anno non ci si dia appuntamento alle due del pomeriggio. Ma da qui ad avvertire il rumore delle partitelle persino con il buio c’è differenza. E a fare problema a chi abita nelle vicinanze è soprattutto lo sporco che resta sull’erba.
«Quello è un bello spazio», rimarcano i genitori. Solamente che per i ragazzini giocare tra le lattine e le confezioni degli snack non è piacevole. Così della pulizia, di tanto in tanto, si sono fatti carico i giovanissimi. Per non parlare dei proprietari dei cani che non puliscono dove i loro animali sporcano. «Un giorno un signore con un macchinone è arrivato con il suo animale e quando abbiamo fatto notare lo sporco si è rifiutato di pulire», ricordano ancora i genitori del quartiere.
Il cancello, sul lato verso le case di via Sant’Agostino, è un ricordo lontano. La recinzione divelta da tempo, ormai, permette il passaggio non soltanto delle persone a piedi e delle biciclette, ma farebbe passare pure le auto. E l’apertura che resta sempre a disposizione è il varco perfetto per i frequentatori notturni, più o meno rumorosi, più o meno educativi.
Qualche tempo fa ci pensava un’anziana residente a raccogliere lo sporco lasciato dai proprietari maleducati dei cani. Adesso tocca ai ragazzini che abitano in zona e sono in vacanza, oltre a cercare un posto dove giocare, raccogliere le bottiglie. Quelle sempre presenti in gran quantità.
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