LA “TURASCIA”
Crolla la torre, la Vergine tra i detriti
Vergiate: addio al simbolo medievale di Corgeno e alla statua votiva
Nella notte di mercoledì 4 febbraio la torre medievale che staziona nel cortile della parrocchia di Corgeno è crollata quasi interamente. Già da decenni fortemente compromessa dal tempo e dalla mancata volontà di ristrutturazione e manutenzione, la parete posteriore è ora un cumulo di macerie.
LA STORIA FRANTUMATA
La torre era una delle poche testimonianze ancora attive della presenza nella zona di un fortilizio riconducibile all’epoca medievale, quando insieme a un’altra torre - esistita fino agli anni Cinquanta, come indicato in alcune fonti scritte - si poneva in posizione strategica rispetto al lago di Comabbio e in diretta corrispondenza con i villaggi rivieraschi e le fortificazioni confinanti di Comabbio, Ternate e Varano Borghi.
Denominata localmente «Turascia», misurava circa 4 metri di altezza per 4,70 di larghezza e dagli anni Sessanta tre dei quattro lati erano in evidente stato di deterioramento, con le pietre angolari assenti e quindi una struttura complessivamente meno resistente e robusta.
LA STATUA DELLA MADONNA
Con il cedimento della prima torre e di parte della cinta muraria, la torre era diventata un monumento simbolico del passato di Corgeno e per molti cittadini era un simbolo distintivo del paese, tanto da venire proposto al FAI come «luogo del cuore». Tuttavia, negli ultimi tempi il rudere della struttura originaria era “popolato” da piante esotiche e rampicanti che a un certo punto ne avevano quasi ricoperto interamente lo scheletro, prima del diserbo e della messa in sicurezza della zona, ormai in avanzato stato pericolante. Al suo interno, era stata posizionata una piccola statua votiva alla Madonna, rimasta coinvolta nel crollo delle ultime ore.
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